Salute: mezzo milione di italiani non possono curarsi per ragione economiche

23 Gennaio 2020, di Alessandra Caparello

Nel 2018, il 68,9% della popolazione residente in Italia ha dato un giudizio positivo sul proprio stato di salute, rispondendo “molto bene” o “bene” al quesito “Come va in generale la sua salute?” Così emerge dall’Annuario Statistico italiano del 2019 dell’Istat.

Istat: l’assistenza sanitaria territoriale in Italia

L’assistenza territoriale, costituita dalle strutture e dalle risorse di personale deputate all’assistenza di base, sia di tipo medico, sia diagnostico e ad altri servizi quali l’assistenza fornita in strutture residenziali o semiresidenziali, ruota attorno alla figura del medico di famiglia, che costituisce il principale riferimento per le cure di base del cittadino. I medici di medicina generale nel 2017 sono circa 44 mila, un’offerta è stabile rispetto all’anno precedente, con un valore di 7,2 medici ogni 10 mila abitanti nel 2017.

Le strutture per l’assistenza residenziale e semiresidenziale assolvono un ruolo importante, sia nel favorire il processo di deospedalizzazione, sia nel garantire una risposta adeguata alla domanda sanitaria da parte di persone non autosufficienti o con gravi problemi di salute. Nel triennio 2015-2017 il numero di posti letto nelle strutture sanitarie per l’assistenza residenziale è pressoché stabile, ma i tassi per 10 mila abitanti passano da 40,3 posti letto del 2015 a 40,6 nel 2017.
In Italia nel 2017 ci sono circa 9 posti letto ogni 10 mila abitanti in strutture sanitarie semiresidenziali, valore in lieve aumento nel triennio considerato. A livello territoriale, l’offerta di posti letto in strutture residenziali e semiresidenziali presenta una significativa disparità fra Nord e Sud, con valori per le regioni settentrionali decisamente più elevati rispetto a quelli del Mezzogiorno.

Mezzo milione di italiani non possono comprare farmaci

Ma come sta il nostro Servizio sanitario nazionale? Se da una parte beneficiamo di uno dei sistemi di assistenza sanitaria migliori al mondo, dall’altra sempre più famiglie fanno fatica a curarsi. Come emerge dal Settimo rapporto sulla povertà sanitaria di Banco Farmaceutico, quasi mezzo milione di persone povere nel 2019 non ha potuto acquistare i farmaci di cui aveva bisogno per ragioni economiche.

In media la spesa annua per curarsi a persona è di 816 euro, e le famiglie non povere spendono per i farmaci non coperti dal Servizio Sanitario Nazionale il 42% del proprio budget sanitario, mentre quelle povere il 62,5%. Così ha dichiarato Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico onlus.

“A 30 anni dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia (New York, 20 novembre 1989), che riconosce al minore il diritto “di godere del miglior stato di salute possibile” (art. 24), c’è ancora tanto lavoro da fare: In Italia, le famiglie con minori (sia quelle povere, sia quelle non povere) sono penalizzate rispetto all’accesso alle cure e, per ragioni economiche, sono costrette a perseguire strategie di rinuncia o di rinvio delle cure in misura superiore alle altre”.

 

Per ulteriori approfondimenti si rinvia al Dossier “Vivere sicuri” pubblicato sul magazine Wall Street Italia di gennaio 2020.