Saipem: fondi spingono per scorporo dopo scandalo tangenti

28 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

SIENA (WSI) – Tassi & Congiuntura: in area Euro ieri si è registrato una riduzione dello spread italiano dopo le aste sul medio lungo termine: collocato l’intero importo offerto di 6,5 Mld€ e con una domanda elevata, sebbene con tassi ai massimi da ottobre 2012. Il tasso sul nuovo decennale è risultato infatti in rialzo rispetto alla precedente asta (4,83% da 4,17%), ma ben inferiore rispetto alla temuta soglia del 5% e questo ha contribuito ad allentare le tensioni sui titoli italiani. I volumi sul Btp future, seppure elevati sono stati comunque al di sotto al di sotto del record di 115.000 di martedì, segnale quest’ultimo di relativa stabilizzazione del mercato. Resta invece sopra i 290 il Cds a cinque anni Italia, a conferma di come l’incertezza sull’esito delle elezioni continua a pesare sugli operatori.

Se da una parte continuano le incertezze in area Euro relative ad Italia, Grecia, Cipro e Spagna, dall’altra alcuni membri della Bce iniziano ad avanzare l’ipotesi della necessità di ritiro delle misure non convenzionali. Il presidente della Bce Draghi che, durante un intervento a Monaco, ha dichiarato che l’istituto è “lontano” da una fuoriuscita delle misure di stimolo. Secondo Draghi i mercati finanziari dell’area Euro non stanno ancora funzionando bene, con aziende e consumatori che in alcuni paesi hanno ancora difficoltà di accesso al credito. Il presidente della Bce ha anche aggiunto che la liquidità immessa con le operazioni a tre anni non ha ancora avuto effetti sull’economia e che non è inflazionistica essendo essa ripagata. Relativamente alla crescita Draghi ha dichiarato di vedere una ripresa graduale in area Euro e più rapida in Germania.

Dal lato macro oggi attesi i dati preliminari sull’inflazione tedesca di febbraio che potrebbero risultare ancora in rallentamento. Negli Usa tassi di mercato stabili in una giornata di complessivo maggior ottimismo degli operatori, testimoniato anche dal recupero dei listini azionari. Alla vigilia della partenza dei tagli automatici alla spesa (cosiddetto sequester), i primi dati macro cominciano a fotografarne il potenziale impatto. Così ieri gli ordinativi di beni durevoli di gennaio sono risultati in calo mensile penalizzati in buona parte dalla drastica riduzione degli ordinativi della difesa. Al netto di questa componente il dato è risultato invece in netto recupero.

Al momento le proposte avanzate da repubblicani e democratici sono ancora piuttosto distanti, lasciando presagire l’effettiva partenza dei tagli stessi da domani, malgrado il richiamo di Obama ad un accordo, in mancanza del quale lo staff del presidente ha stimato un impatto negativo sul Pil nell’ordine dello 0,6%. Nel frattempo, nel corso della seconda giornata di audizione di Bernanke al Congresso, il governatore ha lasciato intendere la possibilità che il piano di rientro dalle numerose manovre poste in essere potrebbe essere modificato fino a contemplare l’ipotesi di detenzione dei bond fino a scadenza.

Valute: l’euro recupera terreno verso dollaro grazie al rialzo dei listini azionari ed al buon esito dell’asta sui Btp. Questa mattina la valuta unica si colloca al di sopra della soglia 1,31. Per oggi la resistenza di riferimento passa da area 1,32, mentre il supporto più importante è sempre collocato in prossimità di 1,30. Lo yen si è deprezzato verso tutte le principali valute mondiali questa notte dopo che il primo ministro Abe ha ufficialmente reso note le proposte di nomine per il ruolo di nuovo governatore della BoJ (Kuroda, presidente dell’Asian Development Bank) e due vice governatori (Iwata e Nakaso).

Adesso la decisione passerà al parlamento per il voto finale in entrambi i rami. Il voto è previsto non prima dell’11 marzo. Sull’elezione di Kuroda sembra non ci siano grossi ostacoli, mentre incertezze restano sull’elezione di Iwata. Oggi il ministro delle finanze Aso ha ribadito che la BoJ dovrebbe evitare di acquistare bond stranieri poiché influenzerebbero i cambi. Verso euro il cambio oggi trova un livello di resistenza importante presso 122,50, mentre il supporto si colloca in area 120. In deprezzamento questa mattina la rupia indiana verso quasi tutte le principali valute mondiali dopo che il governo ha annunciato la nuova legge finanziaria.

Commodity: ennesimo calo per gli indici sulle materie prime con il GSCI ER che ha perso lo 0,5% guidato dal settore energetico. In particolare si è registrato il forte ribasso della benzina Usa RBOB (-4,2%), sui minimi da oltre 1 mese, dopo l’aumento delle scorte nella costa orientale del paese. In calo il brent (-0,8%), intorno alla parità il Wti dopo il rialzo inferiore alle previsioni delle scorte Usa. Vendite sui metalli preziosi con l’ammontare di oro detenuto dall’Etf SPDR Gold trust calato ai minimi da metà agosto. Andamento misto per i metalli non ferrosi e gli agricoli. Segnaliamo che sul tema ferro, negli ultimi giorni l’arrivo del ciclone Rusty sta bloccando circa la metà delle esportazioni dall’Australia causa chiusura dei porti in via precauzionale. La perturbazione è arrivata oggi sulla costa e fortunatamente i danni sembrano essere stati minimi.

Azionario: giornata di recupero per i listini azionari europei dopo il forte calo di martedì, con tutti gli indici principali che hanno registrato guadagni superiori all’1%.

Il recupero ha interessato tutti i principali settori dello Stoxx 600 con quello delle telecomunicazioni in luce, guidato da France Telecom (3,4%). Sempre nel listino francese da segnalare il forte rialzo di EADS (+6,4%), il produttore degli aerei Airbus. La società ha segnato nuovi massimi storici dopo avere riportato quest’anno utili record. In Italia recupero generalizzato che ha interessato soprattutto il settore industriali con STM (+4,2%) risultata la migliore azione del giorno. Misti i bancari. In mattinata la seduta si sta aprendo con un lieve rialzo sulla scia della chiusura positiva di Wall Street.

I mercati Usa hanno infatti chiuso la seconda seduta consecutiva in rialzo galvanizzati dal flusso di dati macro positivi degli ultimi giorni. I principali indici hanno così recuperato le forti perdite di martedì scorso con l’indice Dow Jones che ha addirittura segnato nuovi massimi dall’ottobre 2007, avvicinandosi a poco meno dell’1% dai massimi storici. I settori ciclici hanno guidati i rialzi con industriali, finanziari ed energetici in testa. Sul fronte emergenti, l’indice MSCI EM ha chiuso ieri in lieve rialzo (0,4%) grazie ad un recupero di tutte le principali aree geografiche. Positivi i listini dell’America Latina guidati da quello argentino (+1,3%).

In mattinata si sta assistendo ad un forte rialzo dei listini asiatici guidati nuovamente dal listino cinese (2,3%). Forte rialzo anche per l’indice Nikkei giapponese (+2,7%) dopo la nomina del nuovo governatore BoJ. Il listino con la chiusura di oggi mette a segno il settimo mese consecutivo positivo, miglior andamento dal 2006..

INFORMAZIONI DI STAMPA SU TITOLI

ENI – In un’intervista al Sole, il fondo Usa Knight Vinke spiega le ragioni che lo hanno spinto a inviare all’AD di Eni Paolo Scaroni una lettera in cui chiede che Saipem venga scorporata al più presto, in seguito alla vicenda delle presunte tangenti in Algeria. Secondo l’investitore, gli scenari della cessione e del collocamento sul mercato del 43% di Saipem che è dell’Eni costituirebbero infatti una svendita, svantaggiosa per gli azionisti.

ENEL – La controllata spagnola di Enel, Endesa, ha annunciato che non distribuirà dividendi sul risultato del 2012, chiuso con un utile netto di 2 Mld€ circa.

L’ESPRESSO – Ha chiuso il 2012 con un crollo dell’utile netto del 64% a 21,8 Mln€ e ricavi in contrazione dell’8,7% a 812,7 Mln€. Il gruppo ha deciso di non distribuire il dividendo e destinare l’utile a riserva.

MEDIASET- La controllata Mediaset espana ha registrato una contrazione dell’utile del 55% per effetto del crollo degli investimenti pubblicitari in Spagna.

MERIDIANA – Al termine dell’Opa annunciata martedì su Meridiana fly, la società varerà un aumento di capitale di oltre 100 Mln€ per ripatrimonializzare la società e dotarla delle risorse necessarie per recuperare redditività, mentre proseguono i negoziati tra compagnia e creditori per riscadenzare il debito in scadenza oggi. E’ quanto spiega il neo AD Roberto Scaramella in un’intervista con Reuters.

PIAGGIO – La società ha chiuso il 2012 con fatturato e utili in calo a causa della congiuntura negativa, ma ha proposto un aumento del dividendo a 0,092€, oltre all’annullamento di azioni proprie pari a quasi il 3% del capitale.

SNAM – La società ha registrato un utile netto pari a 779 Mln€ nel 2012, in calo dell’1,4%, e ricavi pari a 3,94 Mld€ in crescita dell’11,6% ed ha annunciato un aumento del dividendo che sarà di 0,25€ per azione.

TELECOM ITALIA MEDIA – Il Cda ha rimandato al prossimo consiglio l’approvazione definitiva della cessione dell’emittente La7 a Cairo, secondo quanto riportato da Reuters.

PRYSMIAN – La società ha archiviato il 2012 con margini superiori alle attese e annunciato l’intenzione di distribuire un dividendo raddoppiato rispetto all’esercizio precedente.

BAYER- La società ha registrato un utile netto del quarto trimestre a 374 Mln€ dai 397 del quarto trimestre 2011. Per il 2013 si attende un rialzo del 4-5% delle vendite, dopo che nel 2012 sono cresciute dell’8,8%.

TELEFONICA – Il colosso iberico ha registrato profitti in calo del 27% a 3,928 Mld€ nell’esercizio 2012, dato inferiore alle previsioni degli analisti che si attendevano profitti pari a 4,35 Mld€. Sui risultati pesano le svalutazioni delle partecipazioni in Telecom Italia e Telefonica Ireland. Il debito netto si attesta a 51,259 Mld€ a fine 2012, in miglioramento rispetto ai 56 Mld€ di fine settembre.

APPLE – Tim Cook, al meeting annuale degli azionisti, ha detto di essere molto attivo nelle trattative su come utilizzare l’enorme liquidità detenuta dalla società (137,1 Mld$), senza però dare nessun ulteriore informazione su cosa intende fare. Il CEO di Apple è sotto pressione da parte degli azionisti che vogliono una distribuzione di parte della liquidità, dopo che il titolo ha perso più di un terzo del suo valore dal massimo toccato Settembre 2012.