Russia, investitori in fuga. Record di capitali in uscita

19 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Addio Russia. La crisi ucraina e il crollo del rublo spingono gli investitori alla fuga dal paese, a tal punto che nel 2014 i deflussi netti di capitali sono più che raddoppiati a 151,5 miliardi.

È quanto rendono noto le statistiche pubblicate dalla banca centrale da cui si evince ch, nel 2013, le uscite di capitali erano già state elevate, circa 61 miliardi di dollari.

Nel solo quarto trimestre sono usciti dal Paese capitali netti per 72,9 miliardi di dollari, in netto rialzo rispetto ai 16,9 miliardi nello stesso periodo dell’anno prima. Tale cifra, stando alle indicazioni della banca centrale, è stata ampliata dai prestiti in valuta concessi alle banche per aiutarle a sopportare il calo del rublo.

Nel frattempo il surplus delle partite correnti russo, una misura ampia del rapporti commerciali di Mosca con il resto del mondo, è salito sempre durante il 2014 a 56,7 miliardi di dollari rispetto ai 34,1 miliardi nel 2013.

Va ricordato che, qualche giorno fa, Moody’s ha abbassato il rating sul debito della Russia da Baa2 a Baa3, portandolo all’ultimo livello di investment grade, ossia appena un gradino sopra il livello ‘junk’ (spazzatura). Moody’s ha anche comunicato di aver sottoposto il rating della Russia a revisione per un ulteriore retrocessione.

L’agenzia ha spiegato la sua decisione con “l’aspettativa che il sostanziale prezzo del petrolio e lo shock del cambio mineranno ulteriormente le già tenui prospettive di crescita del Paese nel medio termine”. (mt)