Russia fa incetta di oro in vista delle sanzioni Usa

22 Agosto 2018, di Daniele Chicca

La Russia sta accumulando lingotti d’oro a un ritmo sempre più forsennato per mettersi al riparo in vista delle nuove possibili sanzioni degli Usa. Per rispondere alle misure coercitive dell’amministrazione Trump, il paese più esteso al mondo continua a prendere le distanze dagli asset finanziari tradizionali.

Secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale, Mosca ha comprato circa 26,1 tonnellate di lingotti d’oro in luglio. Si tratta della cifra più elevata su base mensile da fine 2017 e porta il totale dell’oro nelle mani del Cremlino a 2.170 tonnellate.

Se ci si basa sui prezzi attuali, le riserve auree della Russia corrispondono a una somma di 83,6 miliardi di dollari. Il sito del governo russo scrive che il valore dell’oro in suo possesso era pari a 77 miliardi di dollari alla fine di luglio.

E mentre con una mano Vladimir Putin compra oro, sempre in risposta alle sanzioni imposte dall’Occidente dopo l’annessione della Crimea nel 2011, con l’altra mano svende Treasuries Usa. In seguito alle liquidazioni massicce del 2018 l’ammontare di titoli di Stato americani detenuti dalla Russia è sceso prima da 96,1 miliardi di marzo a 48,7 miliardi in aprile, poi ai 14,9 miliardi in maggio.

Quando sono venute alla luce le cifre riguardanti la liquidazione di Bond americani da parte del Cremlino, il vice presidente della banca centrale Dimitri Tulin dice che per la Russia “l’oro offre una garanzia di protezione del 100% dai rischi legali e politici“.