Rublo, la banca centrale Russa interviene per frenarne la corsa

26 Maggio 2022, di Aleksandra Georgieva

La Banca centrale russa ha tagliato il tasso di interesse di riferimento dal 14% all’11% a seguito del rallentamento dell’inflazione e il recupero del rublo.

Nel frattempo si indebolisce il rublo nei confronti del dollaro, attualmente cede poco più del 6% a quota 0,0157.

Nel corso di una riunione di politica monetaria straordinaria, il team di Elvira Nabiullina ha optato per un altro taglio di 300 punti base, il terzo da parte dell’istituto di Mosca.
Un deciso cambio di rotta rispetto alla politica monetaria della banca centrale russa di soli due mesi fa. La CBR ha effettuato un rialzo del tasso di riferimento dal 9,5% al 20% subito dopo l’invasione russa dell’Ucraina e le successive sanzioni punitive da parte delle potenze occidentali.
All’epoca, la CBR impose anche rigide misure di controllo del capitale nel tentativo di mitigare l’impatto delle sanzioni e sostenere il rublo.

“Gli ultimi dati settimanali indicano un significativo rallentamento degli attuali tassi di crescita dei prezzi. Le pressioni inflazionistiche rallentano sulla scia delle dinamiche legate al tasso di cambio del rublo e del notevole calo delle aspettative di inflazione di famiglie e imprese”, ha affermato giovedì la CBR in una nota.

Ad aprile l’inflazione annuale ha raggiunto il 17,8%, tuttavia le stime di 20 maggio indicano un calo al 17,5% , e dunque un rallentamento più rapido rispetto alle previsioni della CBR di aprile.

Dopo la caduta libera del rublo, che ha raggiunto un minimo storico di 150 contro il dollaro USA il 7 marzo, settimane dopo l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, le misure di controllo del capitale della CBR hanno riportato la valuta sui massimi di due anni.

“Secondo le previsioni dell’istituto di Mosca, tenendo in considerazione la propria politica monetaria, l’inflazione annuale scenderà al 5,0-7,0% nel 2023 e tornerà al 4% nel 2024“, ha aggiunto la CBR.

Russia verso il default: cosa sta succedendo

Fino a mercoledì, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti aveva concesso un’importante esenzione dalle sanzioni alla banca centrale russa che le consentiva di effettuare i pagamenti agli obbligazionisti in dollari attraverso banche statunitensi e internazionali, caso per caso.
Una concessione che aveva consentito alla Russia di rispettare le precedenti scadenze di pagamento del debito, pur costringendola ad attingere alle riserve valutarie accumulate per effettuare i pagamenti. Tuttavia, l’Office of Foreign Assets Control del Dipartimento del Tesoro ha permesso che l’esenzione scadesse a partire dalle 12:01 di mercoledì, come è stato annunciato in un bollettino del giorno precedente.

La Russia ha accumulato notevoli riserve di valuta estera negli ultimi anni e ha i fondi per pagare, quindi probabilmente contesterà qualsiasi dichiarazione di inadempienza sostenendo di aver tentato il pagamento ma di essere stata bloccata dall’inasprimento delle sanzioni. Mosca ha una pioggia di scadenze, la prima delle quali è venerdì 27 maggio, quando scadono 100 milioni di euro di interessi su due obbligazioni, una delle quali richiede il pagamento in dollari, euro, sterline o franchi svizzeri, mentre l’altra può essere pagata in rubli.
Secondo Reuters e il Wall Street Journal, il Ministero delle Finanze russo ha già trasferito i fondi per effettuare questi pagamenti, ma altri 400 milioni di dollari di interessi sono dovuti alla fine di giugno.

In caso di mancato pagamento, la Russia dovrà affrontare un periodo di grazia di 30 giorni prima di essere probabilmente dichiarata in default.

La view degli analisti

Alla Cnbc, Adam Solowsky, partner del Financial Industry Group, ha dichiarato che Mosca probabilmente sosterrà di non essere inadempiente poiché il pagamento è stato reso impossibile, nonostante avesse i fondi disponibili. “Potenzialmente si prospetta uno scenario di contenzioso prolungato dopo che la situazione si è risolta, nel tentativo di determinare se c’è stato effettivamente un default”.

Solowsky ha sottolineato che la situazione della Russia è diversa dal normale processo di default sovrano, in cui un Paese vicino al default ristruttura le proprie obbligazioni con gli investitori internazionali.

“Stiamo entrando in un territorio sconosciuto. Si tratta di una grande economia mondiale. Penso che vedremo le conseguenze dei prossimi giorni per molti anni”, ha detto Solowsky.

Per Timothy Ash, senior emerging markets sovereign strategist di BlueBay Asset Management, ha affermato che è solo questione di tempo prima che Mosca vada in default.

“Sarà umiliante per Putin, che ha fatto una grande cosa con [l’ex cancelliere tedesco] Schroeder nel momento in cui la Russia era sull’orlo di un default al Club di Parigi, in cui le grandi potenze come la Russia pagano i propri debiti. La Russia non può più pagare i suoi debiti a causa dell’invasione dell’Ucraina”.

Ash ha previsto che la Russia perderà la maggior parte del suo accesso al mercato, persino alla Cina, alla luce del default, poiché l’unico finanziamento di Mosca avverrà a tassi di interesse “esorbitanti”.

“Questo significa niente capitali, niente investimenti e niente crescita. Abbassamento del tenore di vita, fuga di capitali e di cervelli. I russi saranno più poveri ancora per molto tempo a causa di Putin”.