Risparmiatori azzerati: come funzionano i rimborsi

13 Maggio 2019, di Alessandra Caparello

I risparmiatori azzerati delle due banche venete, Banca Popolare di Vicenza Veneto Banca, ma anche di Banca Etruria Banca Marche, ben presto potranno fare domanda per essere risarciti. Dovrebbe arrivare oggi, 13 maggio, in Gazzetta ufficiale il decreto attuativo sui ristori e poi occorrerà attendere i 45 giorni per avanzare istanza.

Pochi giorni fa la firma del Fir, il decreto ministeriale che rende operativo il Fondo per il rimborso dei risparmiatori coinvolti nelle crisi bancarie ed entro 20 giorni dalla pubblicazione del decreto, ha assicurato il sottosegretario del Mef Alessio Villarosa, sarà operativa una piattaforma online con informazioni sulle modalità di presentazione della domanda e gli adempimenti.

La commissione tecnica disporrà i pagamenti con la massima celerità ha sottolineato il sottosegretario. L’indennizzo è determinato nella misura del 30% del costo di acquisto delle azioni, ivi inclusi gli oneri fiscali, entro il limite massimo complessivo di 100mila euro per ciascun avente diritto, detratti gli eventuali importi ricevuti in relazione allo stesso strumento finanziario a titolo di altre forme di indennizzo, ristoro, rimborso o risarcimento comunque denominato.

Potranno accedere all‘indennizzo forfettario:

  • le persone fisiche,
  • l’imprenditore individuale, anche agricolo,
  • il coltivatore diretto,
  • le organizzazioni di volontariato
  • le associazioni di promozione sociale
  • le microimprese.

Possono accedere alla procedura di indennizzo anche i successori per causa di morte nonché i familiari – coniuge, convivente more uxorio o di fatto e parenti entro il secondo grado – che hanno acquisito la titolarità degli strumenti finanziari a seguito di trasferimento a titolo particolare con atto tra vivi.

Per le obbligazioni subordinate che non hanno beneficiato delle prestazioni del Fondo di solidarietà, l’indennizzo è determinato nella misura del 95% del costo di acquisto, inclusi gli oneri fiscali, entro il limite massimo complessivo di 100mila euro per ciascun avente diritto.

Anche in questo caso vanno detratte altre forme di indennizzo, ristoro, rimborso o risarcimento comunque denominato nonché la differenza, se positiva, tra il rendimento degli strumenti finanziari subordinati e il rendimento di mercato di un Buono del Tesoro poliennale di durata equivalente comunicata dal Fitd.