Risparmi: italiani troppi liquidi, “scelta sbagliata”

12 Dicembre 2018, di Alessandra Caparello

Oggigiorno sempre più italiani scelgono di tenere sul conto corrente una piccola riserva di liquidità. Secondo i numeri di Bankitalia, la liquidità detenuta dalle famiglie italiane sotto forma di depositi e circolante vale 1.371 miliardi di euro, pari a circa un terzo della ricchezza finanziaria complessiva (4.287 miliardi). È il 25% in più rispetto al 2008.

Secondo un articolo del Corriere della Sera, a firma di di Pieremilio Gadda, Gabriele Petrucciani e Patrizia Puliafito, è sbagliato avere troppa liquidità. E il motivo risiede nell’inflazione.

L’aumento dei prezzi al consumo, infatti, oggi all’1,7%, calcola l’Istat, in lenta risalita nell’Eurozona verso l’obiettivo dichiarato dalla Bce (2%), erode inesorabilmente, a piccoli passi, il valore del capitale lasciato infruttifero. (…) Una vera e propria trappola. Con un’inflazione al 2%, calcola AdviseOnly, 10 mila euro parcheggiati sul conto che non rende nulla esprimeranno tra 10 anni un potere d’acquisto equivalente a 8.171 euro di oggi, che diventano 6.676 euro se si raddoppia l’orizzonte di riferimento. Una distruzione di valore pari rispettivamente al 18,3% e al 33%.

“Considerando i rendimenti dell’ultimo secolo, invece, possiamo aspettarci che la stessa somma investita in azioni aumenti in termini reali fino a 16.600 euro tra un decennio” come spiega Raffaele Zenti, responsabile delle strategie di AdviseOnly.

Non ci sono certezze, ma la statistica, su un periodo così ampio, è un valido aiuto». Morale: «Destinare i risparmi alla liquidità ha un costo elevato. Al momento non ci sembra sussistano le condizioni per una scelta così estrema, nei nostri portafogli è pari a zero».