Rimborsi congelati, fondo hedge multi miliardario cita fuga investitori

4 Giugno 2019, di Daniele Chicca

Dopo che una serie di performance negative hanno scatenato una fuga degli investitori, Neil Woodford ha deciso di prendere una misura drastica, congelando i rimborsi per il suo fondo equity income da £3,7 miliardi di sterline. Lo riporta il Financial Times, secondo cui la mossa “infligge un duro colpo alla reputazione del gestore di fondi hedge di più alto profilo del Regno Unito“.

Esattamente cinque anni dopo l’avvio del gruppo Woodford, specializzato nella gestione di fondi di investimento, “il David Tepper inglese” (come lo chiamano i media americani) ha dovuto affrontare un esodo di investitori tale da restringere la portata del fondo di due terzi. In due anni gli investimenti sono scesi a £3,7 miliardi dai £10,2 miliardi di maggio 2017.

Potrebbe essere una notizia grave per il settore dei fondi hedge. Citando un fund manager veterano che conosce Woodford da più di 20 anni, il Financial Times riporta che “è uno degli eventi più importanti per l’industria dei fondi di investimento britannica degli ultimi dieci anni.

“L’immagine del money manager ne esce compromessa in un momento già negativo per la fiducia degli investitori”, avrebbe confidato il suo conoscente. Woodford si trova ora in una posizione precaria.

Il congelamento, che di solito viene implementato in situazioni di emergenza in cui le turbolenze di mercato gettano nel panico gli investitori, serve per impedire una liquidazione catastrofica di un fondo. La misura è stata introdotta dopo che il consiglio della contea di Kent, in Inghilterra – che crede in Woodford  dai tempi di Invesco Perpetual quando era una stella nascente del risparmio gestito – ha chiesto di riavere indietro circa £250 milioni dal fondo.

Decisione presa nel migliore interesse degli investitori nel fondo

Anche se il congelamento scongiura la fuoriuscita di capitali a breve termine, impedisce al contempo agli investitori eventualmente interessati di scommettere denaro nello stesso fondo. Nelle quattro settimane precedenti alla decisione drastica, in media sono stati prelevati £10 milioni al giorno dal fondo di Woodford.

Il titolo del gruppo di costruzioni Kier, una delle principali holding del fondo, sono calati del 40% dopo un profit warning dell’azienda. Woodford Investment Management, che in totale ha in gestione asset per più di una decina di miliardi di sterline, spiega in un comunicato di essere arrivata alla decisione nella convinzione di “agire nel miglior interesse di tutti gli investitori nel fondo”.

A essere sospese sono tutte le attività possibili: l’annullamento, l’emissione, la vendita, il rimborso, il trasferimento di quote del fondo sottoperformante. Woodford riferisce inoltre che l’iniziativa permette di “proteggere gli investitori nel fondo”, perché Woodford avrà tempo di vendere i titoli più illiquidi e comprare investimenti più liquidi che poi potranno essere rivenduti per far fronte alle richieste di rimborso.

View contrarian di Woodford non sta pagando

In poche parole, significa che la misura impedisce un avvitamento negativo per il fondo che avrebbe potuto provocarne la liquidazione. Un evento che avrebbe causato con ogni probabilità una crisi sistemica nel settore. Quanto accaduto riporta alla mente degli investitori la decisione – presa immediatamente dopo il voto sulla Brexit – dei fondi immobiliari britannici, tra cui Standard Life, di congelare i rimborsi per impedire un esodo di denaro.

Per chi ragiona in un orizzonte a lungo termine, va detto che i ritorni da investimento del fondo di Woodford negli ultimi decenni rimangono notevoli ed è il motivo per cui il top manager si è guadagnato la fama e la stima del settore nel Regno Unito. Ma non va sottovaluta la delusione degli investitori per le performance più recenti.

La view contarian di Woodford, che dal 2017 scommette in una ripresa delle azioni focalizzate sull’economia interna britannica, le quali sono troppo bisfrattate, gli sta costando caro. “I fondi che gestisco sono convinto che pagheranno quando la bolla scoppierà, cosa che credo accadrà inevitabilmente”, ha dichiarato a dicembre 2017.