Riforma pensioni: spunta quota 102, ecco cosa prevede

10 Gennaio 2020, di Alessandra Caparello

Da quota 100 a quota 102 il passo è breve. Secondo le ultime indiscrezioni, il governo starebbe valutando l’ipotesi di introdurre nel sistema previdenziale il progetto quota 102, ossia la possibilità di andare in pensione in anticipo on un minimo di 64 anni con 38 di contributi.

Riforma pensioni: da quota 100 a quota 102

Il costo dell’operazione sarebbe di 2,5 miliardi l’anno, meno oneroso rispetto alla precedente quota 100, introdotta dal governo gialloverde. L’intento sarebbe proprio quello di sostituire Quota 100, la cui sperimentazione si concluderà al termine del 2021.Per ora non si sa di più in merito alla novità che dovrebbe prendere piede il prossimo anno ma immediata è stata la reazione negativa dei sindacati, Cgil in testa.

Le ipotesi di riforma previdenziale che prevedono l’obbligo di avere un numero alto di contributi non possono essere accettate, come quella definita Quota 102, con 64 anni di età e 38 di contributi, ancor peggio se accompagnate dal ricalcolo contributivo di tutta la carriera lavorativa. Interventi simili non consentirebbero l’accesso alla pensione anticipata alla maggior parte delle persone, in particolare quelle più deboli sul mercato del lavoro, a partire da giovani e donne”.

Così ha dichiarato il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli che fornisce la sua ricetta per risolvere l’empasse creatasi nel sistema previdenziale con la riforma Fornero.

“Qualunque ipotesi di uscita anticipata, che per noi deve essere possibile dai 62 anni – sottolinea in una nota il dirigente sindacale – deve vedere un requisito contributivo che non superi i 20 anni e deve valorizzare previdenzialmente i periodi di lavoro discontinuo, povero, gravoso o di cura. Solo in questo modo si può parlare alla reale platea del mondo del lavoro, quella di oggi e ancor più quella di domani, oltre a garantire l’uscita con 41 anni di contributi a prescindere dall’età. È quindi importante aprire immediatamente il tavolo tra Governo e sindacati sulla previdenza, che riteniamo debba partire dai contenuti della Piattaforma unitaria che il sindacato da tempo ha presentato all’Esecutivo”.