Riforma fiscale passa per un soffio: cosa aspettarsi dai mercati

3 Dicembre 2017, di Daniele Chicca

Dopo aver raggiunto la quota record di 24mila punti a novembre il Dow Jones potrebbe presto toccare un’altra cifra magica: 25mila punti: ne è convinto l’economista Jeremie Siegel. L’approvazione da parte del Senato Usa del maxi piano di riforma fiscale, uno dei pilastri dell’agenda di Donald Trump, dovrebbe permettere ai mercati azionari di issarsi su livelli massimi assoluti.

Anche i risultati societari dovrebbero giovarne, con un miglioramento dei conti trimestrali dell’8%, secondo le stime del professore di Finanza della Wharton School, che già aveva indovinato che il paniere delle blue chip avrebbe sfondato la barriera record di 24mila punti.

“Siamo a un rialzo del 3% di distanza da 25mila”, ha ricordato alla CNBC il professore: pertanto è assolutamente realistico aspettarsi il raggiungimento di tale cifra nel giro di qualche settimana se non persino giorno. A dare slancio ai listini sarà l’entrata in vigore, sebbene per un il rotto della cuffia, del pacchetto legislativo da 1.400 miliardi di dollari considerato pro crescita economica e pro aziende.

Dei pronostici di Siegel ci si può fidare: per lo meno negli 12 mesi il professore le ha azzeccate tutte, preannunciando per esempio alla fine dell’anno scorso che il paniere delle blue chip avrebbe oltrepassato quota 20mila. Con una maggioranza risicata di 51 voti contro 49 il Senato ha approvato un piano di riforma fiscale che prevede tra le altre cose l’abbattimento della corporate tax al 20% dal 35%.

Anche l’analista tecnica Ralph Acampora ritiene che il Dow Jones abbia senza dubbio le potenzialità per toccare i 25mila punti prima della fine dell’anno. Per il graficista, interpellato dall’emittente statunitense CNBC, la pioggia di vendite di venerdì non fa nulla per cambiare il fatto che altri massimi record sono in vista per i listini azionari americani.

Alla fine della settimana scorsa l’ex consulente di Trump Micheal Flynn si è proclamato colpevole di aver mentito nell’indagine dell’FBI sul coinvolgimento della Russia nelle ultime elezioni presidenziali e ha annunciato che testimonierà contro il presidente.