Riforma costituzionale passa, referendum ad ottobre

13 Aprile 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – “Una giornata storica, la politica dimostra di essere credibile e seria” così commenta il premier Matteo Renzi l’approvazione in via definitiva da parte del Parlamento della riforma costituzionale, anche ribattezzato Ddl Boschi, dl nome del Ministro Maria Elena.

La Camera dei deputati ha votato, dopo due anni di attesa e polemiche, con 361 sì, 7 no e 2 astenuti, la tanto discussa riforma che modifica il federalismo. Ma secondo quanto previsto dall’articolo 138 della costituzione, non avendo ottenuto la maggioranza di due terzi dei componenti di ciascuna Camera, il testo della legge sarà sottoposto a referendum popolare, che si svolgerà in ottobre, dando così l’ultima parola in merito ai cittadini.

Ma quali sono le principali novità? Partendo dalla Camera essa sarà l’unica Assemblea legislativa e l’unica a votare la fiducia al governo. I deputati rimangono 630 e verranno eletti a suffragio universale. Su proposta del governo, la Camera potrà approvare leggi nei campi di competenza delle Regioni, “quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale”.

Il Senato della Repubblica sarà composto da 95 eletti dai Consigli regionali, più cinque nominati dal capo dello Stato che resteranno in carica per 7 anni e avrà competenza legislativa piena solo sulle riforme costituzionali e le leggi costituzionali e potrà chiedere alla Camera la modifica delle leggi ordinarie, ma Montecitorio potrà anche non tener conto della richiesta. I nuovi senatori godranno delle stesse tutele dei deputati e non potranno essere arrestati o sottoposti a intercettazione senza l’autorizzazione del Senato.

Novità anche per il Presidente della Repubblica che sarà eletto dai 630 deputati e 100 senatori mentre non ci saranno più i rappresentanti delle Regioni. Il Parlamento inoltre dovrà eleggere anche cinque dei 15 giudici costituzionali: 3 dalla Camera e 2 dal Senato. Novità anche per i referendum che potranno riguardare o intere leggi o una parte purché questa abbia un valore normativo autonomo. Per il referendum serviranno 800.000 firme: dopo le prime 400.000 la Corte costituzionale darà un parere preventivo di ammissibilità. Salgono invece da 50.000 a 250.000 le firme necessarie per presentare un ddl di iniziativa popolare.

“Ora l’Italia è il Paese più stabile d’Europa. Si è dimostrato che la democrazia vince e trionfa. È un passaggio importante per la politica che dimostra di essere seria. Meno politici meno soldi alle Regioni, più chiarezza nel rapporto tra Stato centrale e il territorio. Si tratta di un gigantesco passo in avanti per la credibilità delle istituzioni. È una questione di serietà”.

Questo il commento di Renzi all’approvazione della riforma costituzionale. Ha votato a favore pur con delle riserve la minoranza del Pd, mentre le opposizioni non hanno votato e sono uscite dall’aula dopo le dichiarazioni di voto. In aula sono rimasti solo la maggioranza che sostiene il governo e i verdiniani di Ala. I deputati del Movimento 5 Stelle non hanno partecipato al voto finale e in dichiarazione di voto ha parlato solo il deputato M5S Danilo Toninelli. Dopo la dichiarazione di voto i pentastellati sono andati a Milano per partecipare al funerale di Gianroberto Casaleggio.