Renzi ostaggio lobby tassisti, ira Uber e consumatori

18 Marzo 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Alla fine i tassisti l’hanno spuntata. L’atteso sciopero previsto per oggi contro la deregolamentazione del settore, con Uber e le auto a noleggio con conducente nel mirino, alla fine e’ stato annullato.

Il motivo? L’ira dei tassisti e la minaccia di bloccare le strade sembrano alla fine aver convinto il Governo all’ennesima frenata sul disegno di legge sulla concorrenza. Così dopo l’incontro di mercoledì  con l’esecutivo, tutte le 10 sigle che avevano indetto lo stop hanno sottoscritto la decisione di sospendere la protesta, alla luce degli impegni assunti dal Governo.

Sullo sfondo la promessa del Governo di far ritirare gli emendamenti in tema di trasporti, anche quelli relativi al Noleggio con conducente (Ncc) dal ddl concorrenza.

Il ddl in questione nasce a inizio del 2015 ma ha avuto un iter particolarmente frammentato a causa delle proteste Ora però il Governo sembra intenzionato ad approvarlo e il Senato ha calendarizzato i lavori in aula per il prossimo 5 aprile.

Protestano alcune associazioni di consumatori, come l’Unione nazionale consumatori, convinta che “il Governo ha ceduto alla piazza e, per paura dello sciopero, si è sottomesso alla lobby dei tassisti, rinunciando ad affrontare la materia, rinviandola sine die”, mentre è positivo il giudizio delle sigle sindacali che rappresentano i tassisti.

Analoga delusione e’ stata espressa da Uber. “Siamo molto delusi che il Governo si sia tirato indietro rispetto a questa importante opportunità di riforma e innovazione”, ha detto alla Stampa il general manager di Uber in Italia, Carlo Tursi. “Renzi dovrebbe abbracciare il futuro, piuttosto che rimanere ancorato al passato”.