Renzi: “Lasciato tesoretto da 47 miliardi”. Slogan elettorale?

13 Aprile 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Mentre il governo è alle prese con il varo del DEF e della tanto attesa e discussa manovrina correttiva da 34, miliardi di euro, voluta dall’Unione europea per pareggiare i conti pubblici italiani, Matteo Renzi lancia il suo asso nella manica, parlando di un probabile tesoretto di risorse pubbliche, un Fondone, come lo chiama il sottosegretario Maria Elena Boschi dalla sua pagina Facebook.

“Insomma un passo alla volta andiamo avanti. Adesso lavoriamo sugli investimenti a cominciare dai 47 miliardi di euro previsti dal comma 140 della Legge di Bilancio dello scorso anno: è il “Fondone” che abbiamo stanziato allora per rilanciare gli investimenti. C’è un tesoretto da spendere, lo spenderemo bene. E continuiamo a lavorare nell’interesse dell’Italia e degli italiani, lasciando le polemiche a chi le vuole fare. Avanti, insieme”.

La Boschi è chiara: parla di un tesoretto stanziato per rilanciare gli investimenti e che deve essere speso. Lo stesso Renzi da Twitter sottolinea:

“Qualcuno dice che abbiamo lasciato un buco da 3 mld di euro: fake news. Abbiamo lasciato un tesoretto da 47 mld di euro: vero”.

Ma dove sarebbero questi 47 miliardi di euro? Il riferimento è alla Legge di Stabilità 2016 dove al comma 140 si prevede l’istituzione di un fondo presso il Ministero dell’economia.

“E’ istituito un apposito fondo da ripartire, con una dotazione di 1.900 milioni di euro per l’anno 2017, di 3.150 milioni di euro per l’anno 2018, di 3.500 milioni di euro per l’anno 2019 e di 3.000 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2032, per assicurare il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese”.

L’articolo poi elenca a cosa serviranno i soldi del Fondo, ossia a risolvere questioni oggetto di procedure di infrazione da parte dell’Unione europea, nei settori di spesa relativi a trasporti, viabilità, mobilità sostenibile, sicurezza stradale, riqualificazione e accessibilità delle stazioni ferroviarie, infrastrutture, anche relative alla rete idrica e alle opere di collettamento, fognatura e depurazione, ricerca, difesa del suolo, dissesto idrogeologico, ecc ecc.

Ma a ben vedere sul dove recuperare le risorse per finanziare il Fondo non v’è traccia. Ennesimo slogan elettorale?