Renzi-Hollande: “Sei mesi di tempo per salvare l’Ue”

27 Giugno 2016, di Alessandra Caparello

PARIGI (WSI) – Passato lo shock iniziale è giunto il momento di reagire  e pensare al da farsi. Questo quello che hanno pensato il premier Renzi e il presidente dell’Eliso Francois Hollande che, in vista del summit urgente con la cancelliere tedesca Angela Merkel, ha chiamato a Parigi il presidente del Consiglio italiano per trovare già un’intesa su alcuni punti fondamentali.

Motivo di tanta urgenza e preoccupazione è ovviamente la Brexit, l’uscita della Gran Bretagna dall’unione europea. Il problema è la stessa idea di Europa che sembra oggi vacillare. Da qui la linea comune di Hollande e Renzi: “Abbiamo sei mesi per salvare l’Europa”, come riporta Repubblica.

Da una parte quindi gestire lo tsumani creatosi con l’uscita di Londra dall’Ue, dall’altra il fronte comune europeo su quelle tematiche che ormai dai mesi tengono banco e non hanno trovato una soluzione univoca, ossia sicurezza, immigrazione ed economia.

Così Renzi è volato, su invito di Hollande e del premier Valls, alla volta di Parigi per tracciare con il governo francese una road map da seguire per uscire dal pantano creatosi con la Brexit. La ricetta a cui si pensa affonda nell’economia: Roma pensa di poter cambiare le regole sugli investimenti, proponendo un aumento percentuale rispetto agli investimenti pubblici  di ogni paese da scorporare dal patto di stabilità. Una proposta che trova il beneplacito dell’Eliseo che anzi vorrebbe calcare di più la mano ed evitare una manovra lacrime e sangue all’ombra della Torre Eiffel visto che ad Hollande rimangono solo altri 10 mesi di governo poi si andrà alle elezioni.

Oltre all’economia i capitoli da affrontare per tener incollata l’Europa sono la sicurezza e la difesa comune da una parte e l’immigrazione dall’altra. Su quest’ultima l’Italia propone il rafforzamento del Migration Compact per l’Africa e Hollande chiede una Schengen 2 che renda definitivi i controlli alle frontiere solo in casi di emergenza. Ma l’Eliseo propone anche un’altra cosa: un progetto per la Difesa europea. Se con la Brexit viene meno Londra, una grande potenza militare, occorre creare una difesa a livello comunitario e far convergere gli eserciti di Parigi, Berlino, Roma e Varsavia. Ma un’altra ipotesi è allo studio, ossia rafforzare il pilastro europeo della Nato.