Referendum, Deutsche Bank: “Senza riforme arriva la troika”

16 Novembre 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Mentre è partito il conto alla rovescia per il referendum costituzionale del 4 dicembre, l’Italia torna sorvegliata speciale. “Senza riforme starebbe meglio fuori dall’euro. E se dovrà fare i conti con ulteriori difficoltà ci sarà bisogno dell’intervento del Fondo Monetario Internazionale”.

Questa volta a lanciare l’avvertimento è David Folkerts-Landau, il capo economista di Deutsche Bank, che, intervistato da Bloomberg, non fa mistero delle preoccupazioni di Francoforte sull’economia italiana, dopo che lo spread tra Btp e Bund è ritornato a salire negli ultimi giorni arrivando a toccare i 180 punti base.

“Il mio timore è che più ci si avvicina alla data del referendum, e più l’effetto dell’elezione di Trump si fa sentire, più gli investitori esteri usciranno dall’Italia sino a far esplodere lo spread“, spiega Folkerts-Landau lasciando intendere che l’esito del referendum avrà un impatto sui mercati. 

“Questo scenario di instabilità prefigurerebbe un grave impatto sui settori bancari italiano ed europeo”, argomenta il capo economista di Deutsche Bank secondo cui “l’Italia rappresenta quindi l’epicentro da cui rischia di giungere ulteriore instabilità in Europa. Senza riforme l’Italia sconterebbe uno stato di crisi continua”. E sentenzia: “Senza riforme, sarebbe meglio fuori dall’euro”.

“L’Italia ha un debito pubblico pari al 130% del Pil e continua ad accumularne altro”, aggiunge il capo economista del primo istituto bancario tedesco ventilando un intervento esterno da parte del Fondo Monetario Internazionale. Si riaffaccia così lo spettro della Troika, come già avvenuto in Grecia.

“L’opera di riordino – conclude l’economista – dovrà essere compiuta dall’esterno o in caso contrario rischia di non essere mai intrapresa”.