Reddito cittadinanza targato M5s è il più generoso d’Europa

8 Ottobre 2018, di Alberto Battaglia

Il reddito minimo garantito esiste praticamente ovunque in Europa, ma solo il reddito di cittadinanza previsto dal M5s andrebbe a eguagliare tale aiuto alla soglia di povertà del Paese: lo sottolinea una squadra di fact-checker de lavoce.info.

Il reddito di cittadinanza concepito dal governo gialloverde si differenzia dal reddito d’inclusione targato Pd per la mancanza di un limite temporale preciso entro il quale è prevista la decadenza del sussidio; nel caso del Rei, infatti, la durata è di 18 mesi. Il vincolo del reddito di cittadinanza, al contrario consiste nell’obbligo di accettare – al più tardi – la terza offerta di lavoro congrua, ricevuta tramite gli uffici per l’impiego.

Il beneficio erogato dallo stato per un single arriva a colmare la differenza di reddito fino a raggiungere i 780 euro: la soglia di povertà per il nostro Paese. Non è in assoluto il sussidio più generoso: Stati europei ad elevato reddito come l’Olanda, il Lussemburgo, ma anche l’Irlanda, erogano redditi minimi superiori.

Tuttavia, in questi Paesi la soglia di povertà (pari al 60% del reddito mediano netto) risulta più elevata. E l’Italia ha un triste primato: essere il secondo Stato più indebitato d’Europa dopo la Grecia.

Solo la Grecia e l’Italia, comunque, restano sprovvisti di uno strumento simile, la cui introduzione è stata peraltro incoraggiata dalla stessa Commissione europea. Secondo lavoce.info, “il minimo comune denominatore”, fra le varie soluzioni già adottate dai nostri vicini “è la ricerca attiva di un lavoro: nella maggior parte dei casi è previsto l’obbligo di partecipazione a programmi di qualificazione offerti dai centri per l’impiego.

In ben 22 paesi – scrivono Chiara Giannetto, Mariasole Lisciandro e Lorenzo Sala – “vige l’obbligo di accettare la prima offerta di lavoro, in alcuni qualsiasi essa sia, in altri purché appropriata al profilo lavorativo. Infine, in quattro paesi si richiede di prestare servizi di pubblico interesse nell’attesa di trovare un lavoro”.

Stante il principio che sorregge tutti i “redditi di cittadinanza” già esistenti in Europa, ossia  la ricerca attiva del lavoro, resta fondamentale operare la riforma dei centri per l’impiego, sottolinea lavoce.info. La condizionalità del reddito minimo, infatti, passa per l’efficienza dei centri di impiego in grado di far incontrare domanda e offerta di lavoro.