Reddito di cittadinanza: offerta lavoro rifiutata, scatta taglio di 5 euro al mese

5 Gennaio 2022, di Alessandra Caparello

Arriva la stretta per chi percepisce il reddito di cittadinanza nella legge di bilancio 2022 approvata  dal governo Draghi e che prevede una serie di novità per quanto riguarda il sostegno economico ad integrazione dei redditi familiari, misura bandiera del Movimento Cinque Stelle.

Reddito di cittadinanza: quando verrà tagliato e di quanto

La legge di bilancio 2022 in particolare prevede una riduzione mensile dell’assegno che scatta al rifiuto della prima offerta di lavoro “congrua”. La decurtazione è di 5 euro da applicare ogni mese, sull’importo riconosciuto a titolo di reddito di cittadinanza, operativa dal 1° gennaio 2022.
Una misura presa per entrare nel mondo del lavoro più persone possibili dopo gli scarsi risultati ottenuti negli ultimi anni (leggi tutti i numeri)

In sostanza, il beneficio economico mensile è ridotto di 5 euro ogni trenta giorni e a partire dal mese successivo a quello in cui si è rifiutata un’offerta di lavoro congrua. La riduzione si interrompe nel momento in cui un componente familiare avvia un’attività di lavoro dipendente o autonomo per almeno un mese continuativo: dal mese successivo l’assegno torna ad essere determinato con le modalità ordinarie.

Il taglio mensile dei 5 euro si applica solo nei confronti dei nuclei familiari in cui sia presente almeno un individuo tenuto alla sottoscrizione del Patto per il Lavoro o per l’inclusione sociale. Sono escluse le famiglie beneficiarie del reddito di cittadinanza in cui almeno uno dei componenti sia un minore di 3 anni o un disabile grave o non autosufficiente. In ogni caso, l’importo dell’assegno per essere soggetto a questa diminuzione non deve essere inferiore a 300 euro, moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza (il valore per cui deve essere moltiplicato l’importo base a seconda del numero dei componenti del nucleo e delle loro caratteristiche: adulti, minori, disabili e così via).

Al rifiuto della seconda proposta di lavoro congrua – oggi questo accade al terzo rifiuto- il sussidio viene revocato. Inoltre viene ridotta, per la congruità della prima offerta, da 100 a 80 km la distanza massima dalla residenza del beneficiario (comunque raggiungibile entro il limite massimo di 100 minuti coi mezzi di trasporto pubblici). Se si tratta invece di seconda offerta – e salvo che nel nucleo familiare siano presenti persone disabili – va considerata congrua l’offerta ovunque collocata nel territorio italiano (in questo caso la disciplina coincide con quanto previsto attualmente per la terza offerta).

In sostanza, al primo rifiuto si perderanno 5 euro al mese, con un meccanismo di décalage. Al secondo rifiuto il sussidio sarà revocato.  Inoltre viene ridotta, per la congruità della prima offerta, da 100 a 80 km la distanza massima dalla residenza del beneficiario.

Le altre novità

Tra le altre novità introdotte dalla legge di bilancio 2022 si prevede l’obbligo della partecipazione periodica ad attività e colloqui in presenza (almeno una volta al mese) per chi percepisce il RdC e in caso di assenza ingiustificata si perde il sussidio. La valutazione e non solo il riconoscimento del beneficio, come attualmente previsto, da parte dell’Inps, deve avvenire entro la fine del mese successivo alla trasmissione della domanda all’Istituto.
La legge di bilancio 2022 inoltre prevede che sia attuata una procedura di raccordo tra Inps, Comuni e Anagrafe nazionale della popolazione residente, che consenta di incrociare i dati a disposizione di ciascun ente nella fase di verifica delle domande per l’accesso al beneficio.

Entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge di Bilancio 2022 l’Inps trasmette al ministero della Giustizia l’elenco dei soggetti beneficiari del Rdc, per la verifica delle persone che risultino già condannate con sentenza passata in giudicato da meno di dieci anno. In queste situazioni scatta la revoca del sostegno al RdC.

Inoltre i Comuni, nell’ambito dei progetti utili alla collettività, sono tenuti a impiegare almeno un terzo dei percettori di Rdc residenti le cui attività devono essere svolte a titolo gratuito e non  assimilabile a una prestazione di lavoro subordinato o parasubordinato. Infine, con riferimento ai beni detenuti all’estero, viene previsto un piano di verifiche annuale, entro il 31 marzo, da parte dell’Inps, dei requisiti patrimoniali dichiarati nella Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu). Il piano di verifica può prevedere anche lo scambio di dati con le competenti autorità dello Stato estero, sulla base di accordi bilaterali ed è approvato con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali entro 60 giorni dalla presentazione.