Reddito di cittadinanza, di nuovo sotto accusa: maggioranza divisa

7 Settembre 2021, di Alberto Battaglia

Il Reddito di cittadinanza è tornato al centro del dibattito politico. A margine del Forum Ambrosetti di Cernobbio la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha definito la misura introdotta dal governo gialloverde come “metadone di Stato”. L’espressione, che avvicina il sostegno pubblico alle fasce indigenti della popolazione alla somministrazione di droga ha suscitato l’indignazione del ministro del Lavoro, Andrea Orlando (Pd), per il quale “chi usa queste metafore probabilmente non si rende conto di che cosa è la povertà”.

Di fatto, però, il ritrovato asse Lega-FdI in vista delle prossime elezioni mette il partito di Matteo Salvini nella posizione di dover sconfessare la misura che votò assieme al M5s quando era al governo nel 2019. “Il reddito di cittadinanza si è rivelato sbagliato”, ha detto da Cernobbio il leader del Carroccio, Matteo Salvini, “lo abbiamo votato ma riconoscere un errore è segno di saggezza. Proporrò un emendamento alla manovra per destinare alla imprese questi soldi”.

Per il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti (Lega): “Dobbiamo cominciare a ragionare di lavoro di cittadinanza. La costituzione italiana recita che é il lavoro che ci rende pienamente cittadini. Lo sforzo é di trasformare il reddito di cittadinanza in lavoro di cittadinanza”, ha dichiarato il ministro a margine del Salone del Mobile.

“Il Reddito di Cittadinanza non è riuscito ad intercettare la maggioranza dei veri indigenti, tagliando fuori troppe famiglie in povertà assoluta e penalizzando i poveri del Nord, dove il costo della vita è di molto superiore”, ha affermato una nota dei senatori di Fi.

Per l’ex premier e leader del M5s, Giuseppe Conte, la cancellazione del Reddito di cittadinanza “sarebbe la rottura di un patto di lealtà e di una logica di sostegno e collaborazione”. Tuttavia, “il M5s sosterrà il governo dal momento che Draghi ha confermato che condivide la misura”, ha detto Conte intervenuto su La7.

Draghi del Rdc aveva difeso solo “il concetto alla base”

Lo scorso 6 agosto il presidente del Consiglio aveva affermato durante una conferenza stampa che “è troppo presto per dire se verrà riformato ma il concetto alla base del reddito di cittadinanza io lo condivido in pieno”.

Per il momento non sono state avanzate proposte concrete per l’eventuale riforma del Reddito di cittadinanza, che Draghi finora non ha escluso.

Al luglio 2021 il Reddito di cittadinanza è percepito da 1,24 milioni di persone per un importo medio di 578 euro, secondo i dati Inps. Per accedere alla misura è necessario, fra le altre cose, percepire un reddito ISEE inferiore ai 9.360 euro.