Recovery fund, chi resta a bocca asciutta con il piano della Commissione

19 Giugno 2020, di Alberto Battaglia

Va in scena oggi, presso il Consiglio europeo, il primo atto di un confronto che si preannuncia lungo pieno di ostacoli: il negoziato sul Recovery fund presentato dalla Commissione europea. Il pacchetto noto come Next Generation Eu prevede l’emissione di 750 miliardi di euro di debito comune europeo; a loro volta questi fondi verranno distribuiti agli stati membri più colpiti dalla pandemia sotto forma di elargizioni a fondo perduto e di prestiti (rispettivamente, 500 e 250 miliardi di euro).

Al di là del discorso, assai rilevante, sulle condizioni alle quali questi soldi verranno assegnati (ne avevamo parlato qui) appare evidente che il piano presentato dalla presidente Ursula von der Leyen andrebbe a beneficiare alcuni Paesi in misura molto maggiore. O almeno, sono di questo parere alcuni Paesi membri pronti a dar battaglia sull’approvazione del piano (è necessario un voto unanime)

Le stime sui fondi che, potenzialmente, potrebbero essere assegnati a ciascuno stato membro non sono mai state ufficializzate, ma esistono delle previsioni interne della stessa Commissione che sono trapelate sui vari organi di stampa dei Paesi europei (ad esempio: qui, qui, qui e qui). Dalle nostre parti, ad esempio, è noto che 172 miliardi complessivi potrebbero essere assegnati all’Italia, la quale diverrebbe il maggior beneficiario del Recovery fund ipotizzato dalla Commissione. Meno noto, è, ad esempio, che all’Austria ne andrebbero solo 4.

Più in generale i quattro Paesi frugali (Austria, Svezia, Danimarca e Olanda) sarebbero fra quelli che riceverebbero meno aiuti dal Recovery plan. Le eccezioni più evidenti sembrano proprio quelle degli stati promotori del piano, Francia e Germania, che, a dispetto delle dimensioni delle proprie economie e della propria popolazione, potrebbero aspettarsi relativamente pochi fondi.

Come aveva fatto notare il Financial Times, inoltre, si presentano alcune incoerenze: i casi di Polonia e Belgio sono i più evidenti. La prima, secondo le previsioni, sarebbe l’economia che meno risentirà dell’impatto economico del Covid-19 quest’anno, pur risultando la terza maggiore beneficiaria dei fondi Ue (63 miliardi).
Il secondo, pur avendo subito i danni più gravi in termini di letalità della malattia in rapporto alla popolazione sarebbe fra i Paesi meno aiutati dal Recovery fund (5,5 miliardi).

Recovery fund, le assegnazioni potenziali per Paese

Di seguito ecco alcune delle assegnazioni previste per ciascun Paese, nella sommatoria di prestiti e trasferimenti (ove le due cose vadano a sommarsi, non è così per tutti i Paesi). Come anticipato, si tratta di indiscrezioni di stampa basate sulle previsioni interne della stessa Commissione europea.

  • Italia: 172,7 miliardi
  • Spagna: 141 miliardi
  • Polonia: 63 miliardi
  • Francia: 39 miliardi
  • Romania: 31,2 miliardi
  • Germania: 28,8 miliardi
  • Portogallo: 26,3 miliardi
  • Repubblica Ceca: 19,2 miliardi
  • Ungheria: 15 miliardi
  • Slovacchia: 13 miliardi
  • Paesi Bassi: 6,8 miliardi
  • Belgio: 5,5 miliardi
  • Svezia: 4,7 miliardi
  • Austria: 4 miliardi