È il giorno del Consiglio europeo, sul tavolo il Recovery fund. Restano divergenze

19 Giugno 2020, di Mariangela Tessa

Resta tutta in salita la strada per l’approvazione del piano della Commissione Next Generation Eu da 750 miliardi di euro per il rilancio dell’economia dopo la crisi coronavirus. Al termine del Consiglio Europeo,  la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha spiegato che:

“Ci sono diverse opinioni tra gli Stati sulla dimensione complessiva di Next Generation Eu, sull’equilibrio tra sovvenzioni e prestiti agli Stati, sulle chiavi di ripartizione, sulle risorse proprie del bilancio europeo e sugli ‘sconti’ ai contributi al bilancio’ (per alcuni Paesi). La discussione è stata molto positiva”. C’è l’unanime riconoscimento che ‘la severità della crisi giustifica una risposta ambiziosa che combini solidarietà, investimenti e riforme” e che “molti leader hanno detto che occorre fare tutto il possibile per avere un accordo prima della pausa estiva. Inoltre ha aggiunto che ‘c’è sostegno alla dimensione ‘verde’ e digitale dell’azione europea”.

La persistente distanza tra gli stati membri dell’Ue è stata rimarcata anche dalle parole della cancelliera tedesca Angela Merkel:

“Oggi non abbiamo parlato molto dell’equilibrio tra prestiti e sovvenzioni. I quattro paesi scettici (Olanda, Austria, Danimarca e Austria – ndr) hanno ribadito le loro opinioni. I leader dell’Unione europea continueranno i negoziati per istituire il Recovery fund post-coronavirus a metà luglio. Ci sono state critiche ai numeri – ha proseguito –  ma la struttura non è stata messa in discussione”.Merkel ha aggiunto che l’Unione europea dovrebbe cominciare a rimborsare i soldi presi in prestito per finanziare il Recovery fund entro i sette anni del bilancio.

Obiettivo della giornata, definita dal premier italiano Giuseppe Conte solo di “natura consultiva”, era trovare un primo equilibrio tra le richieste dei Paesi Frugali, capeggiati da Olanda e Austria, che non perdono occasione per rimarcare inflessibili le loro linee rosse, e le necessità dei Paesi più colpiti dalla pandemia Covid-19 tra cui l’Italia.

“Il Recovery Fund non deve aprire la strada a un’Unione del debito, per questo deve esserci un limite di tempo e si deve discutere di chi paga quanto, di chi beneficia di più e di quali condizioni vincolano gli aiuti” ha ribadito oggi in un post su Twitter il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, che ha aggiunto: “l’Austria è ben coordinata con Danimarca, Olanda e Svezia per contribuire “alla discussione con l’ obiettivo di mostrare solidarietà ai Paesi più colpiti dal coronavirus”.

Tutto intorno, tra gli altri partner, c’è un sottobosco di alleanze a geometrie variabili su questo o quell’elemento della proposta da 750 miliardi messa sul tavolo dalla Commissione di Ursula von der Leyen.

“Non possiamo permetterci compromessi al ribasso” aveva avvertito il premier Giuseppe Conte.

In questo scenario, nessuno si era fatto illusioni sul risultato della videoconferenza: sarà un summit interlocutorio, aveva anticipato il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. Ma al tempo stesso la speranza era quella di poter trovare uno snodo centrale, per restringere il campo del negoziato, con l’obiettivo di raggiungere un’intesa entro fine luglio, o comunque prima della pausa estiva.