Re dei Bond: “Vendete tutto”

1 Agosto 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Molte classi di asset non promettono bene e detenere oro, il bene rifugio per eccellenza, e titoli del settore minerario, è la soluzione migliore al momento. L’opinione ribassista è quella dell’investitore soprannominato dalla rivista finanziaria Barron’s il “Re dei Bond“.

Per come la vede il fondatore della società di investimento DoubleLine Capital, gli operatori dell’azionario sono troppo compiacenti e il consiglio è dunque quello di “vendere tutto“. “Vendete la casa, l’auto e i bambini. Non c’è nulla che sembra in buono stato”, ha detto Gundlach in un’intervista telefonica concessa a Reuters nel fine settimana.
“L’azionario dovrebbe essere in pesante calo e invece è come se gli investitori fossero ipnotizzati, convinti che nulla possa andare storto”. La corsa delle Borse e in particolare dell’indice S&P 500, che ha toccato i massimi di sempre la scorsa settimana, non è giustificata dallo stato di salute dell’economia e dai risultati aziendali, secondo Gundlach.
Gli utili trimestrali, secondo il gestore, rimangono stagnanti mentre la crescita dell’economia è ancora debole. Il discorso è sempre il solito dei mercati completamente distaccati dalla realtà. I trader si aggrappano in pratica alle mosse ultra accomodanti delle banche centrali, piuttosto che rispecchiare i fondamentali dell’economia reale.
Venerdì scorso l’indice allargato di Wall Street ha raggiunto quota 2.177,09 punti, un livello mai toccato in precedenza, proprio nel giorno in cui il Pil del secondo trimestre è stato rivisto al ribasso all’1,2% contro il +2,6% previsto in media dagli analisti. Il dato ha aumentato le chance che la Federal Reserve manterrà la sua politica di alleggerimento monetario, senza toccare i tassi di interesse fermi allo 0,25-0,5% per tutto il 2016, dopo la prima stretta monetaria in nove anni decisa a dicembre.
Gundlach, che ha in gestione più di $100 miliardi con la sua società californiana, ha detto che DoubleLine è andata “negativa al massimo” sui Treasuries (i titoli di Stato Usa) dal 6 luglio, ovvero da quando il rendimento del bond decennale ha raggiunto l’1,32%.
Fonte: CNBC