Ray Dalio: cambio di paradigma in arrivo, l’oro sarà un asset chiave

19 Luglio 2019, di Alberto Battaglia

Secondo il celebre hedge fund manager Ray Dalio (Bridgewater Associates), l’oro potrebbe essere fra le attività vincenti nella prossima fase dell’economia globale. Il nuovo corso espansivo che intraprenderanno le banche centrali è sicuramente un elemento a sostegno di questa tesi, anche se il fondatore del maggiore fondo hedge al mondo, ritiene i mutamenti in arrivo ben più ampi e profondi.

Da inizio anno il prezzo dell’oncia ha guadagnato il 12,6% portandosi ai massimi dagli ultimi sei anni (attualmente, 19 luglio, il prezzo è a quota 1435 dollari).

Finora il “paradigma” in atto sui mercati è stato favorevole alla crescita dell’azionario, ma il modello, secondo Dalio, sarebbe vicino al punto di svolta allo “shift”: l’ordine di idee che ha sostenuto la più lunga fase rialzista della storia si sta avvicinando al punto in cui cesserà di funzionare.

“Penso che sia improbabile che [quelli in asset rischiosi come le azioni] saranno buoni investimenti in termini di ritorni reali e che molto probabilmente performeranno meglio quelli il cui rendimento aumenta quando il valore del denaro viene deprezzato e i conflitti interni e internazionali sono significativi, come l’oro“, ha scritto Dalio.

“Inoltre, per ragioni che spiegherò nel prossimo futuro, la maggior parte degli investitori ha un portafoglio sottopesato in tali attività, il che significa che se volessero anche solo avere un portafoglio più equilibrato per ridurre il rischio, comprerebbero di più questo tipo di asset”, ha aggiunto Dalio. “Per questo motivo, ritengo che l’oro sia un modo per ridurre i rischi e incrementare i ritorni al tempo stesso”, ha poi affermato l’hedge fund manager, precisando che in futuro spiegherà più nel dettaglio perché è opportuno considerare l’oro come un “asset efficace per diversificare il portafoglio”.

Nei mesi scorsi Dalio non aveva fatto mistero del fatto che l’unica via d’uscita per la crescita, dato il ridotto spazio di manovra rimasto alla politica monetaria, sarebbe un maggior coordinamento con la politica fiscale e un incremento delle monetizzazioni del debito pubblico. Ovvero, finanziare nuova spesa pubblica tramite moneta di nuova emissione.

Dal momento che i debiti privati e pubblici sono cresciuti negli anni successivi alla crisi, spinti da tassi ultrabassi intesi a far ripartire l’economia, per Dalio “appare ovvio che le banche centrali dovranno aiutare i debitori relativamente ai creditori; allo stesso tempo mi sembra che le forze di allentamento dietro a questo paradigma”, come i tagli ai tassi e il Quantitative easing, “avranno effetti sempre minori”.

Per queste ragioni, dunque, Dalio è convinto che nel prossimo futuro ci saranno più monetizzazioni e svalutazioni della moneta: due fenomeni che dovrebbero incrementare l’attrattiva futura dell’oro.