Raccomandazioni Ue a Italia: verso richiamo su conti pubblici

23 Maggio 2018, di Mariangela Tessa

Mentre a Roma si aspetta l’eventuale incarico da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per far partire il governo Lega-Cinque Stelle, la Commissione europea decide la linea meno dura.

Secondo le indiscrezioni stampa delle ultime ore, l’esecutivo Ue sarebbe orientato, infatti, a richiamare nuovamente l’Italia sui conti pubblici, in particolare sul debito, ma rinviando una decisione che prevede una eventuale procedura per deficit eccessivo. Procedura che pende sul capo dell’Italia per non aver rispettato gli obiettivi di aggiustamento strutturale.

Sarebbe questo l’orientamento emerso dalla riunione dei capi-gabinetto dei commissari che si è svolto ieri in vista della riunione del collegio, che oggi dovrà approvare le Raccomandazioni specifiche per l’Italia e gli altri Stati membri.

Intanto, in base alle anticipazoni di Il Sole 24 Ore Radiocor, una delle indicazioni contenute nelle raccomandazioni che la Commissione europea pubblicherà oggi riguarda  il rischio di una “significativa deviazione” dei conti pubblici nel 2019 a politiche invariate.

Attualmente, a prima vista, l’Italia non rispetta la regola del debito nel 2018 e nel 2019. Ciononostante, dato che non c’è ancora il nuovo governo, Bruxelles non indicherà la necessità di interventi sui conti pubblici. Ribadirà l’evidenza che nel 2018 la correzione dei conti pubblici in termini strutturali sarà pari a zero a fronte di un impegno ad assicurare un taglio dello 0,3% (5,3 miliardi). E che gli impegni assunti vanno rispettati, riporta l’agenzia

Tutto è rimandato a ottobre, quando il governo dovrà presentare i programmi fiscali per il 2019 e oltre. Le raccomandazioni sono 4: riguardano l’aggiustamento del bilancio da garantire nel 2019 pari allo 0,6% del pil (10,6 miliardi); le privatizzazioni; il funzionamento della giustizia; l’attuazione della riforma delle politiche del lavoro. Difesa della legge Fornero sulle pensioni e riduzione del livello delle pensioni piú elevate non coperte dai contributi.