Schnabel (Bce): sul Qe solo la corte Ue è competente, acquisti continuano

12 Maggio 2020, di Alberto Battaglia

Nel valutare la sentenza della Corte costituzionale tedesca la posizione del board Bce non presenta crepe nemmeno se ad essere interpellato è il membro indicato da Berlino, Isabel Schnabel.
“La Bce è un’istituzione europea, è questo implica che la Corte di giustizia europea ha giurisdizione esclusiva sulla Banca centrale europea e le sue azioni”, ha detto l’economista in un’intervista a Repubblica consultabile sul sito ufficiale della Bce. La Corte di giustizia europea aveva stabilito, nel 2018, che il Quantitative easing (ora rimesso in dubbio dai giudici tedeschi) è pienamente legale.

Soprattutto, Schnabel ha smentito che la sentenza di Karlsruhe possa inibire le future decisioni del consiglio direttivo, scoraggiando ampliamenti nel volume degli acquisti di titoli pubblici.

“Continueremo a condurre il Pspp [il piano di acquisti di titoli pubblici] e il programma di acquisto di emergenza (Pepp), nonché le nostre altre misure di politica monetaria, in linea con il nostro mandato. Anche questo messaggio sembra essere stato ben compreso dai partecipanti al mercato”, ha dichiarato Schnabel.

I giudici tedeschi hanno sostenuto nella loro sentenza che la Bce ha 3 mesi di tempo per fornire spiegazioni sulla “proporzionalità” del Quantitative easing, assicurando che le sue implicazioni di politica economica non abbiano travalicato i limiti del suo mandato.
Da un punto di vista accademico, la distinzione tra politica monetaria e politica economica è difficile”, ha commentato nel merito Schnabel, “ma i loro obiettivi sono chiaramente diversi. E posso assicurarvi che la Bce valuta sempre con molta attenzione che le nostre misure siano adeguate, necessarie e proporzionate”.

Non viene però chiarito se la Bce produrrà i chiarimenti richiesti dai giudici tedeschi. Il mancato riconoscimento della competenza della Corte tedesca sulla materia da parte di Bce e Commissione Ue potrebbe preannunciare una mancata collaborazione con la Germania.
In ogni caso, le ripercussioni giuridicamente vincolanti per la sentenza potranno applicarsi solo alla Bundesbank, che potrebbe essere forzata a interrompere la sua partecipazione agli acquisti nell’ambito del Qe e a vendere gradualmente i titoli di stato acquistati tramite tale programma.

Coronabond: “Servirebbero più poteri fiscali per l’Ue”

“In Germania, ma anche in altri paesi, la preoccupazione è principalmente legata all’idea della mutualizzazione del debito. Questo è il motivo per cui un “coronabond” è controverso”, ha dichiarato Schnabel, interrogata sul tema delle emissioni di debito comune europeo. “La mia sensazione è che vi sia una diffusa volontà di trovare una risposta europea comune.
I politici devono solo identificare i giusti strumenti fiscali. La Germania e altri paesi del Nord ritengono che la mutualizzazione del debito richiederebbe in ultima analisi lo spostamento di maggiori poteri decisionali a livello europeo. Se, a medio termine e andando oltre la crisi attuale, si volesse passare a un sistema con maggiore mutualizzazione del debito, potrebbe essere necessario spostarsi anche verso una struttura di governance con più potere decisionale fiscale a livello europeo”.