Qatar isolato ma ha patto di ferro con Italia e Usa

6 Giugno 2017, di Daniele Chicca

La crepa che si apre in Medioriente rischia di allargarsi pericolosamente, provocando una instabilità in una delle regioni più calde della Terra. La decisione choc di Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Arabia Saudita ed Egitto di rompere con il Qatar e aprire una crisi diplomatica, ha messo sotto pressione il petrolio, che sui mercati finanziari paga le incertezze sui rapporti diplomatici tra i paesi del Golfo.

Il Qatar, accusato di aver pagato Al-Qaeda e l’Iran 1 miliardo di dollari per liberare degli ostaggi qatarioti, ha deciso che non ci saranno rappresaglie ma le tensioni tra i paesi arabi potrebbero spingere Doha ad allacciare progressivamente legami più stretti con Turchia e Iran, in un cambiamento linea strategica che potrebbe alterare per sempre gli equilibri politici in Medioriente.

La posizione che assumerà l’Unione Europea è altrettanto importante: il blocco del Vecchio Continente potrebbe infatti tornare a giocare un ruolo importante in Medioriente, anche alla luce degli aggiustamenti strategici dell’amministrazione Trump. Da Washington nelle ultime ore sono arrivate tuttavia parole di gratitudine per l’alleanza con il Qatar. Non va dimenticato che in Qatar ha sede la base militare Usa più grande del Medioriente. Fa riflettere anche il fatto che la decisione sia arrivata due settimane dopo la visita di Trump in Arabia Saudita.

Le influenze del Qatar nel mondo stano crescendo negli ultimi anni, basti pensare a tutti gli asset acquistati nel settore degli aerei, degli alberghi, degli stadi e anche dei grandi media, come Al Jazeera. Come dimostrano le azioni del fondo sovrano qatariota Qia – che ha investito nelle banche italiane, in piani di sviluppo, come Porta Nuova a Milano, e nel settore del turismo (possiede complessi alberghieri in Sardegna, per esempio) – in Italia il Qatar ha una forte presenza.  Si parla di circa sei miliardi di investimenti totali.

Nel 2012 la finanziaria Mayhoola for Investment ha acquistato il marchio Pal Zileri e la Maison Valentino per 700 milioni di euro. Il Qatar Luxury Group della Qatar Foundation controlla il brand Qela e altri investimenti inquadrati nell’industria del turismo. Lo stesso anno sono stati acquistati diversi hotel di lusso della Costa Smeralda. Il Qatar ha anche mostrato un crescente interesse per le nostre banche: dapprima Mps, su cui si era fatto avanti il fondo Qia, in un secondo momento interessato anche all’aumento di capitale di Unicredit. Ma non c’è solo l’Italia nel mirino del Qatar, che possiede quote rilevanti di altri gruppi europei, come Deutsche Bank (10%) e Credit Suisse (17%).

Da soli gli alberghi hanno portato dal Qatar nelle casse delle società italiane un miliardo di euro nel 2014: oltre al Four Seasons di Milano, gli investitori del ricco ma piccolo emirato (grande circa quanto l’Abruzzo) hanno comprato a Firenze il Baglioni e il St Regis Florence, il Gallia a Milano, Westin Excelsior e Grand Hotel St Regis a Roma, Palazzo Gritti a Venezia. Il Qatar ha stretto tanti affari anche a Parigi ed è uno dei principali sponsor del club di calcio del Paris St. Germain, che se è riuscito a tornare alla ribalta internazionale e nazionale lo deve soprattutto agli investimenti del piccolo emirato.

Italia e Qatar: due miliardi di euro di affari

Gli scambi tra Qatar e Italia sfiorano i 2 miliardi di euro di giro d’affari. Secondo gli ultimi dati citati da Affari Italiani, il volume dei rapporti commerciali tra i due Paesi tocca 1,785 miliardi di euro, con un aumento del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il saldo della bilancia commerciale è negativo per l’Italia (-337 milioni di euro), con esportazioni per 724 milioni di euro e importazioni, soprattutto di gas naturale, per 1,061 miliardi. “La quota dei beni strumentali è di gran lunga la più significativa per le nostre esportazioni, le cui voci piu’ consistenti sono tradizionalmente macchinari, metalli e prodotti in metallo, mobili, mezzi di trasporto, mentre il gas naturale (82%) e i derivati del petrolio (10,5%) costituiscono al quasi totalita’ delle nostre importazioni. Il settore delle infrastrutture ha dato particolare soddisfazione all’Italia con Salini Impregilo che lavorerà in Qatar alla costruzione di uno stadio in vista dei Mondiali del 2022“. Sempre che la manifestazione sportiva non venga annullata dopo gli ultimi eventi.

Intanto il Qatar non sta a guardare e fa le mosse necessarie per non rimanere isolato. Doha ha lanciato un appello al dialogo mentre sottolinea la solidità dei rapporti con gli Stati Uniti. Il giorno dopo la decisione di sette paesi Rabi di rompere tutte le relazioni diplomatiche con Doha, accusata di sostenere il terrorismo, il ministro degli Esteri del Qatar, Abdul Rahman, ha detto in un discorso trasmesso dall’emittente satellitare al Jazeera:

“La nostra relazione con gli Stati Uniti è strategica – ha rimarcato  – ci sono cose su cui non concordiamo, ma i settori della nostra cooperazione superano quelli di divergenza”.

Va tenuto ben presente che il Qatar ospita la più grande base militare americana della regione, strategica nella lotta ai jihadisti dello Stato islamico (Isis) in Siria e Iraq.

La Borsa del Qatar avanza del 2,7% stamattina dopo mezz’ora di scambi (segui live blog di mercato). A un certo punto ha toccato un picco del +3,2% Ieri il listino azionario ha ceduto il 7,3%.