Qatar: finanzia terrorismo ma in Italia è accolto a braccia aperte

19 Novembre 2015, di Daniele Chicca

MILANO (WSI) – Non è un segreto che il Qatar finanzi il terrorismo, ma In Italia e Francia la monarchia arricchita a suon di petrodollari è uno squalo in cerca di affari immobiliari.

Nel puro spirito opportunistico, scrive Monitor Immobiliare nel suo sito, “ha salvato per il momento il progetto Porta Nuova di Hinese, arrivando al 40%” di partecipazione. “L’altro giorno ha comprato l’hotel Aleph della catena Boscolo” in crisi, che con un buco di oltre 400 milioni sta vendendo tutti gli asset possibili immaginabili. Senza contare poi l’interessamento all’area Santa Giulia di Milano, a cui per il momento Risanamento ha però detto di no.

In Qatar si svolgeranno inoltre i Mondiali di Calcio nel 2020 e nello stesso anno si terrà anche l’Expo nella vicina Dubai. Come ricorda sempre Monito Immobiliare, poi, il regno degli Emirati dispone del terzo giacimento di gas naturale più grande al mondo.

Negli ultimi giorni Russia e Germania hanno accusato pubblicamente il Qatar di sostenere finanziariamente i terroristi dell’ISIS. Accuse che vengono rivolte anche alla Turchia e all’Arabia Saudita, altri due paesi che fanno affari con l’Occidente da diverso tempo.

Mosca e Berlino sembrano fare sul serio. Il vice cancelliere Sigmar Gabriel ha esortato ai colleghi dell’Unione Europea di incominciare a “discutere chi finanzia l’Isis”, un gruppo terroristico tra i più ricchi al mondo con un capitale stimato di 2 miliardi di dollari.

Il vice segretario Usa al Tesoro, David Cohen, che è responsabile di tutto ciò che riguarda lotta al terrorismo e operazioni di intelligence, ha spiegato come in Qatar “donatori raccolgono fondi per gruppi estremisti in Siria”, a cominciare dall’Isis e dal fronte al-Nusra, costola di al-Qaida. Quando ai sauditi, tutti sanno che da tempo fanno la lotta alle forze sciite della regione (l’Iran, Hezbollah in Libano e il regime di Assad in Siria) spingendo per la diffusione del wahabismo nella regione.

Non si salva nemmeno il Kuwait “teatro di finanziamenti ai gruppi estremisti in Siria”, secondo un rapporto del Dipartimento di Stato americano intitolato “Country Reports on Terrorism” uscito nel 2013. Entrambi sono alleati molto stretti degli Stati Uniti.

L’agenzia russa Ria-Novosti ha rivelato che i fondi raccolti dal Qatar hanno consentito all’Isis di acquistare armamenti pesanti dall’Ex Europa dell’Est, grazie a una rete basata in Turchia. Si parla di blindati, carri armati, munizioni e mezzi per la fanteria. Le sue risorse economiche enormi, alimentate anche dai tanti campi petroliferi conquistati in Iraq e Siria, hanno permesso all’Isis di reclutare tanti volontari nel Vecchio Continente.

Un po’ come successo con la Libia di Gheddafi, tuttavia, Francia e Italia chiudono un occhio davanti ai fimui di petrodollari investiti dal regno degli Emirati nei rispettivi progetti nazionali. Nemmeno gli attentati di Parigi, in cui hanno perso la vita almeno 129 persone venerdì scorso, riusciranno a cambiare uno status quo che ha del paradossale.