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Proteste ambientaliste in Cina e scontri con la polizia

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Pechino – Continua ormai da domenica la protesta dei cittadini di Shifang, nella provincia del Sichuan, nel sudovest della Cina, contro la costruzione di una raffineria di metalli pesanti che potrebbe mettere a rischio la salute della popolazione circostante.

Testimoni confermano a vari media che nella serata di ieri squadroni di polizia in tenuta antisommossa e dispiegamenti dell’esercito hanno occupato le zone del centro dopo aver usato gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti.

La battaglia degli ambientalisti è già vinta visto che le autorità della municipalità di Shifang e Sichuan Hongda, la società che intendeva costruire l’impianto di raffinazione da $1,6 miliardi, hanno dichiarato ufficialmente che il piano di costruzione dello stabilimento è stato cancellato.

I manifestanti continuano comunque la guerra, richiedendo che vengano rilasciati gli studenti che hanno partecipato alle prime manifestazioni e punizioni contro violenze eccessive da parte della polizia.

Gli scontri di Shifang sono la testimonianza della crescente sensibilità della popolazione ai problemi ambientali e del crescente scontento circa i metodi utilizzati dal partito comunista per promuovere lo sviluppo.