Project bond e sussidio di disoccupazione europeo: piano Italia per Ue

22 Febbraio 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Project bond, sussidio di disoccupazione europeo di almeno 6 mesi e introduzione di una figura che assicuri stabilità finanziaria. Sono queste le proposte italiane racchiuse nel documento di riforma che il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan presenta oggi all’Europa.

“L’Italia è in Europa non solo per battere i pugni sul tavolo”. Così ha detto il premier Matteo Renzi all’assemblea nazionale del Pd dove ha parlato di crescita, banche, disoccupazione, immigrazione ma anche dell’Europa e del suo futuro assetto istituzionale in vista proprio della presentazione del piano italiano di riforma.

Un documento che affronta varie questioni, prima fra tutte l’Unione bancaria. Se il bail in è una buona idea in linea di principio, il dito è puntato contro la proposta tedesca di introdurre un limite ai titoli di Stato delle banche, rimandando al 2028 l’istituzione di una garanzia comune sui depositi.

Come riporta La Stampa, lo stesso Padoan ammette l’importanza di condividere da parte di tutti i paesi membri, i rischi nel lungo termine altrimenti “non sopravviverebbe nemmeno all’unione monetaria”. Contro la proposta di istituire un ministro del Tesoro europeo, lanciata da Weidmann, numero uno della Bundesbank e dal governatore della Banca di Francia François Villeroy de Galhau, nel documento che presenta oggi il ministro dell’economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan si avanza una nuova proposta:

“Creare una figura al quale dare il potere di gestire risorse comuni, assicurare la stabilità finanziaria ed evitare gli squilibri macroeconomici fra i Paesi dell’Unione”.

Ma il documento targato Italia lancia anche altre proposte: da una parte introdurre i project bond, ossia titoli di debito europei “al fine di finanziare le infrastrutture comuni” e dall’altra il capitolo tanto scottante dei profughi, quindi garantire libertà di movimento che “senza Schengen e senza un sussidio di disoccupazione europeo, finirà per venir meno”. Così l’Italia propone all’Europe di introdurre un sostegno di almeno 6 mesi pari al 40% del salario percepito.