Private equity battuto, l’S&P 500 ha reso di più nell’ultimo decennio

24 Febbraio 2020, di Alberto Battaglia

Il mercato azionario americano, nell’arco del decennio concluso nel giugno 2019, ha prodotto ritorni superiori a quelli del private equity – un confronto che le azioni quotate non vincevano da 10 anni.
E’ un segno di forza per le azioni quotate a stelle e strisce: nel decennio preso in considerazione i ritorni annui medi dell’indice S&P 500 sono stati del 15,5% contro il 15,3% messo a segno dal private equity nello stesso periodo. E’ quanto risulta dai dati raccolti dall’economista Josh Lerner (Harvard University) e Bain & Company, pubblicati inizialmente dal Financial Times.

Cos’è successo

“C’è stato un enorme afflusso di denaro nel private equity, ma quando si osservano i numeri dei rendimenti nell’ultimo decennio. . . è difficile pensare che ci sia stato davvero molta alfa”, ha dichiarato il professor Lerner. E mentre i fondi di private equity di maggior successo continuano a sovraperformare i mercati pubblici, riporta il Ft, i peggiori offrono rendimenti significativamente inferiori.
“Chiunque avesse avuto in mano un buon titolo l’ha probabilmente venduto, in parte a causa dei prezzi favorevoli e in parte perché si prevede una recessione, durante la quale lo stesso titolo di private equity potrebbe essere più difficile vendere”, hanno affermato gli autori dell’analisi.

In Europa la storia cambia

Si può sempre decidere di vedere il bicchiere mezzo pieno. I rendimenti del 15% sono ancora “buoni numeri”, ha dichiarato Brenda Rainey, senior director private equity di Bain & Company, ricordando come non possa dirsi facile la competizione con un mercato azionario statunitense dai rendimenti “incredibili”.
Se il confronto viene portato al Vecchio Continente, poi, il private equity continua ad essere la soluzione più redditizia, com’è possibile osservare dal grafico in basso (in rosa l’indice di riferimento dell’azionario britannico, il Ftse 100).