Premio per startup italiana, fenomeno in crescita

18 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

TEL AVIV (WSI) – Da Israele, paese per eccellenza delle start-up e della corsa tecnologica, si allarga il canale di collaborazione con le imprese delle nuove generazioni italiane. Il governo israeliano ha organizzato – per il secondo anno consecutivo e in collaborazione con la Luiss-Enlabs – il concorso ‘Start@TelAviv’ per selezionare e premiare il migliore progetto innovativo italiano per il web.

A vincere il riconoscimento – nella cerimonia che si è svolta a Roma presieduta dall’ambasciatore di Israele in Italia, Naor Gilon – è stata la società “Atooma” che, con un team di giovanissimi guidato dalla fondatrice Gioia Pistola, ha elaborato la ‘Horizontal intelligence platform’: si tratta di un applicazione di collegamento tra diversi sistemi, che permette di centralizzare e personalizzare informazioni (dal traffico alle previsioni meteo) utili per l’organizzazione e la semplificazione della propria vita.

I vincitori parteciperanno in ottobre allo ‘Startup Tel Aviv Camp’, una delle più importanti rassegne internazionali delle nuove imprese e una vetrina strategica per farsi conoscere e raccogliere investitori.

“Il nostro obiettivo – spiega ad ANSAmed l’ambasciatore Gilon – e’ quello di dare una mano al settore delle start-up in Italia. Tuttavia si tratta di un’iniziativa proficua per entrambi i Paesi, e per sviluppare e intensificare la cooperazione economica bilaterale. L’Italia è un paese di grande creatività e, in Israele, abbiamo invece l’esperienza e la conoscenza per trasformare quelle che agli inizi possono apparire solo come belle idee in un business reale. Abbiamo un ‘ecosistema’ delle start-up”. Israele non si è conquistata per caso la fama di ‘Nazione delle start-up’: oltre il 5% del Pil è investito nel settore.

Si tratta – spiega il diplomatico – della percentuale più alta nel mondo, due volte e mezzo, in termini pro-capite, di quella degli Stati Uniti. A cio’ bisogna aggiungere anche altri fattori: l’alta tecnologia dell’esercito, dove i giovani israeliani prestano servizio di leva ed apprendono conoscenze; l’apporto di sapere tecnologico giunto con l’immigrazione di ebrei dall’ex Unione Sovietica negli anni Novanta; ed infine – osserva Gilon – una mentalità molto aperta verso l’approccio imprenditoriale, senza timori reverenziali per i superiori o paure di fallimento: “per noi l’importante è rialzarsi”.

Anche in Italia tuttavia – osserva il diplomatico – il fenomeno delle start-up è in crescita esponenziale. Al concorso di quest’anno hanno partecipato numerosissime imprese e la scelta della giuria è stata “tra il molto buono e l’eccellenza”.

Anche il verdetto finale è stato combattuto: oltre alla vincitrice “Atooma” erano rimaste in gara ‘Icoolhunt’, impresa per studiare i trend della moda, e ‘Risparmiosuper’, un app per individuare i punti dove la spesa è più economica. Dalla Luiss Enlabs, il dipartimento dell’Università di Confindustria che sponsorizza le nuove imprese tecnologiche giovanili, è tutto un pullulare di iniziative. “C’è un grande spazio per sinergie tra Italia e Israele”, si dice convinto l’ambasciatore Gilon.
(Ansa)