Post elezioni USA, come cambiano le carte in tavola

16 Novembre 2020, di Redazione Wall Street Italia

Post elezioni USA, come cambiano le carte in tavola

A cura di Fabiana Fedeli, Global Head of Fundamental Equities di Robeco

All’indomani delle elezioni Usa uno dei principali fattori di rischio è quello di un Congresso diviso, che non consentirebbe a Biden di agire sui punti principali dell’agenda elettorale. Fondamentale è il pacchetto di stimoli, che con tutta probabilità sarà rinviato e inferiore al previsto dando luogo a un ritardo nella ripresa dell’economia americana.
A questo punto, l’attenzione si dovrà focalizzare sull’evoluzione della situazione legata al Covid e il suo impatto sul recupero dell’economia.

Al momento è in atto una battuta d’arresto nel miglioramento dell’economia globale dovuta alle seconda – o terza, a seconda dell’area geografica – ondata di Covid. I dati PMI sono molto migliorati rispetto al secondo trimestre; siamo di fatto usciti dalla fase più grave dell’emergenza sanitaria ma ora dovremo considerare l’impatto dei lockdown in corso.
Bisogna considerare che questi non sono della stessa natura di marzo: l’attività non è totalmente bloccata e siamo in grado di gestire meglio la situazione sanitaria, anche grazie all’emergenza di nuove terapie.
Inoltre siamo più vicini alla disponibilità di vaccini, come abbiamo visto dalle buone notizie di questa settimana sull’efficacia di uno dei vaccini in fase di test.

Guardando al breve termine, la domanda è cosa succede in ambito di diffusione del Covid e qual è l’impatto sull’economia? I numeri globali sui casi stanno salendo ma l’Asia settentrionale vede una situazione più contenuta. Cina, Corea e Taiwan non hanno avuto un nuovo focolaio. Dunque le economie locali stanno uscendo dalla crisi molto prima. Per esempio, non solo il manifatturiero in Cina è al 100% rispetto ai livelli pre-crisi, ma anche il settore terziario vede alberghiero e viaggi domestici tornare a un contesto simile a gennaio 2020.

A nostro avviso, l’area da preferire per l’azionario è proprio quella dell’Asia settentrionale. Ci sono però anche altri Paesi emergenti che stanno uscendo dall’emergenza prima delle aspettative: Brasile e India stanno registrando un calo dei casi. Forse è presto per avere una maggiore conviction su questa area, ma la rotta è diversa rispetto a quella di Europa e USA.

Storicamente, la performance geografica relativa rispetto al resto del mondo ha coinciso con il gap degli utili previsti. Questo suggerisce che l’attuale disparità delle valutazioni negli USA non è giustificata dalla crescita relativa degli utili. Fino ad ora, la regione più in difficoltà da un punto di vista del recupero della crescita degli utili è stata l’Europa, ma ci si aspetta un miglioramento nel 2021 soprattutto in caso di un continuo ritorno dell’attività economica che dia supporto ai titoli ciclici. Resta però essenziale la selezione di questi titoli.
D’altra parte, le elezioni Usa contrastate ed il Congresso diviso diminuiscono la probabilità di una gestione efficace della pandemia a breve termine e di un pacchetto di stimoli adeguato.
Per noi i maggiori sovrappesi sono sugli emergenti, ed in particolare sull’Asia settentrionale, seguita dall’Europa, dove troviamo titoli interessanti nel settore industriale, specialty materials e nel tema della sostenibilità. Nei fondi globali abbiamo anche cominciato a spostarci gradualmente sul Giappone.

Elezioni Usa: i temi di lungo periodo

Sul lungo periodo, i temi che continuano a essere fondamentali a livello strategico per i prossimi 10 anni sono tre. Innanzitutto, la Cina è destinata a diventare un’allocation core permanente e strutturale. Attualmente è la seconda economia al mondo e il secondo mercato azionario mondiale per capitalizzazione di mercato, ma l’inclusione nei benchmark internazionali è intorno al 5% contro il 60% degli USA. Visto il fiscal push a livello globale, in termini di rischi, il debito cinese non sembra più così allarmante; resta invece l’elemento geopolitico – alcuni investitori europei hanno deciso di escludere la Cina per questo motivo.

In secondo luogo, la crescente importanza della sostenibilità è stata accelerata dalla pandemia. Anche nel periodo quest’anno in cui il Covid ha causato flussi in uscita dalle strategie azionarie attive, i fondi sostenibili hanno continuato a registrare flussi in entrata. Non è solo un tema di sentiment del mercato.
Molti investimenti pubblici e i fiscal push accelerati dal Covid sono diretti alla creazione di una società carbon neutral, digitalizzata, con un minore impatto ambientale. Gli investitori seguono il percorso della sostenibilità: il “follow the money” diventa così “follow the green”.

Con l’amministrazione Biden ci sarà sicuramente un passaggio verso un’economia più sostenibile. Biden ha già affermato di voler firmare l’Accordo di Parigi, e può farlo senza il voto del Senato con un executive order. Tuttavia, i grandi investimenti promessi in campagna (1,7 mila miliardi su ricerca in sostenibilità, e altrettanti investimenti su infrastrutture per l’energia rinnovabile) sono altamente improbabili con un Senato diviso.

Da ultimo, si inizia a intravedere il ritorno del value, che sarà più “smart”. Non solo il Covid, ma più in generale la trasformazione che sta avvenendo a livello globale, con più digitalizzazione, meno impatto ambientale, più contenuto di ricerca e sviluppo, sta avendo impatti di natura strutturale e alcune società non sopravviveranno.

Si tratta, quindi, di focalizzarsi sui titoli value con fondamentali in grado di resistere nei prossimi 10 anni. Il forte livello di polarizzazione tra value e growth al momento permette di trovare tante opportunità in questo ambito. Tuttavia abbiamo bisogno di prospettive macro migliori per far performare i value e i ciclici. Questa settimana si è visto con la notizia dei vaccini e quindi la speranza verso il ritorno all’attività economica. Il mercato tira un respiro di sollievo ma bisogna aspettare di vedere l’impatto dell’economia.

Il grosso impulso dato dal lavoro da casa sta pian piano scemando, e il paragone della crescita degli utili nel settore tecnologico diventerà più difficile dal secondo trimestre del 2021. Inoltre è in arrivo una maggiore ingerenza in tema di regolamentazione nei confronti dei colossi della tecnologia che è bipartisan negli USA.

A tutto questo si aggiungono valutazioni elevate relativamente al resto del mercato azionario. Robeco ha già avviato la graduale rotazione da megacap del settore tech verso ciclici, soprattutto materiali e industriali.
Nell’ultima stagione delle trimestrali, molto titoli value con valutazioni scontate senza precedenti hanno dato sorprese positive. Tendenzialmente lo smart value è qui ma è necessario essere molto selettivi nella scelta dei titoli.