Post Brexit, Ue cerca accordo almeno sulla Difesa

16 Settembre 2016, di Alessandra Caparello

BRATISLAVA (WSI) – Si tiene a Bratislava il primo tanto atteso vertice dei 27 capi di Stato europei senza il Regno Unito che il 23 giugno scorso ha votato a favore della Brexit, l’uscita proprio dall’Ue.  Ma di Brexit, nell’agenda dei capi di Stato si parlerà poco visto che tutto è rinviato all’attivazione dell’articolo 50 del Trattato.

Punti cruciali saranno invece la necessità di recuperare la fiducia dei cittadini europei e le azioni concrete da mettere in atto nei prossimi sei mesi. “Meno promesse e più fatti” sarà infatti lo slogan della riunione, come afferma una fonte del Consiglio Ue.

Tuttavia le divergenze e gli scontri non mancano su quasi tutti i temi trattati. Partendo dall’immigrazione, l’Italia cercherà di mettere sul tavolo la questione della distribuzione delle quote di richiedenti asilo visto che molti Stati continuano a non fare il loro dovere. Anche il capitolo terrorismo la farà da padrone e si parlerà di intensificare i controlli e una maggiore collaborazione tra i paesi sul fronte dell’intelligence. Come sarà questo vertice? I pareri son discordanti. “C’è un buon clima”, assicura Matteo Renzi.

“Mi sembra paradossalmente che ciò che è avvenuto con il Regno Unito possa permettere all’Europa di fare una riflessione molto seria. Quindi bene, l’Europa si muova. In soldoni, se l’Europa si occupa un pò meno di regole e di burocrazia e un po’ più di questioni fondamentali del nostro Paese, credo che sia un fatto positivo per tutti. Del nostro Paese e del nostro Continente”.

Meno ottimista invece la cancelliera tedesca Angela Merkel.

“La situazione è critica, dobbiamo dimostrare che possiamo migliorare (…) spero si arrivi a un accordo. Anche se nessuno può però sperare che si trovi una soluzione a tutti i problemi dell’Europa in un solo vertice. Vogliamo fare passi avanti concreti”.

L’unico punto in comune sembra essere quello che riguarda la Difesa, con la volontà di tutti i capi di Stato di ricompattare l’asse Est-ovest, senza creare alcuna concorrenza alla Nato ma si tratterà di una difesa europea, “la sfida per l’Europa”  come dice il presidente Francois Hollande.

“L’UE deve essere capace di proteggersi da sola perché non c’è continente, non c’è unione se non può difendersi da sola”.

Oggi  se ne discute ma i primi passi concreti ci saranno solo con il Consiglio di dicembre.