Portafoglio: strategie per battere la volatilità estiva

6 Agosto 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Nonostante l’economia mondiale abbia imboccato la strada della ripresa più robusta, i mercati azionari non hanno la forza necessaria per rimbalzare con convinzione. Un copione già visto nei mesi scorsi e che, secondo Alessandro Allegri, amministratore delegato di Ambrosetti A.M. SIM, è stato ripetuto anche a luglio. Ma che, a meno di sorprese, dovrebbe cambiare in meglio a fine anno.

Per ora però “ogni qualvolta i mercati imboccano la via del rialzo tendono ad emergere nuove fragilità, sufficienti a generare aumenti di volatilità ed improvvise discese”, si legge in un nota, in cui viene confermato per mese di agosto una ridotta esposizione azionaria complessiva.

Nel dettaglio, a livello di allocazione viene confermata la concentrazione degli asset su investimenti “a livello di macro-aree senza l’utilizzo, in questa fase, di posizionamento sulle tematiche settoriali. In termini relativi resta equilibrato il peso fra Area Euro, Giappone ed America mentre non sono presenti investimenti sui mercati Emergenti. Non viene rivista la componente obbligazionaria che rimane concentrata su soluzione Absolute Return e su un posizionamento favorevole ai governativi Euro”.

Nonostante l’alta volatilità, il saldo finale di Luglio – si legge nella nota – è risultato comunque positivo con l’Area Euro a mostrare i maggior progressi (+5.15% DJ Eurostoxx50), supportata da America (+1.97% S&P500 ) e Giappone (Topix +1.79%).

Meno brillanti invece le performance dei mercati emergenti (-7.26% l’indice generale) trascinato sia dalla crisi cinese e dei mercati limitrofi (Hong Kong -6.15% e Taiwan -7.05%), sia dagli effetti negativi della discesa del petrolio (Brasile -4.17%).

In un contesto “l’inizio del trimestre sta riproponendo un po’ più di positività sul lato obbligazioni. L’improvvisa negatività degli scorsi mesi è dunque rientrata con il graduale ritorno dei rendimenti, in particolare dell’Area Euro, su livelli più contenuti. Bene quindi in generale il comparto con l’indice Btp in forte crescita (+2.88%) accompagnato da buoni risultati per governativi tedeschi (+1.44%) ed americani (+1.19%)”

Un capitolo a parte è dedicato alle previsioni sulla politica monetaria. “Sul lato tassi il quadro risulta ben delineato; sul fronte Euro la BCE conferma l’atteggiamento dovish con il QE che proseguirà sino al 2016 con impatti positivi a sostegno del ciclo economico ed attese di stabilità sul lato obbligazionario. In America invece, ad esclusione di sorprese negative sul fronte economico, appare tracciato il percorso di rialzo dei tassi entro la fine dell’anno da parte della FED, rendendo dunque decisamente più incerta la sorte degli investimenti a reddito fisso nel lungo termine” conclude la nota. (mt)