Portafoglio: gli asset più redditizi in vista del blitz della Bce

28 Novembre 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Manca poco più di un mese alla fine dell’anno. E come di consueto gli uffici studi delle banche d’affari sono al lavoro per delineare il portafoglio ideale in vista del 2016.

Al di là delle singole strategie, quello che al momento appare il tema centrale per chi volesse avvicinarsi al mercato il prossimo anno è la divergenza nelle politiche monetarie che saranno messe a punto dalla Bce da una parte e dalla Federal Reserve dall’altra.

In vista dell’appuntamento del prossimo 3 dicembre, data prevista per il prossimo meeting dell’istituto di Francoforte, Alessandro Fugnoli, strategist di Kairos e autore della newsletter “Il Rosso e il Nero”, “La Bce sta studiando una ventina di misure per rilanciare l’inflazione e l’economia. (…)Male che vada, chi non troverà nessuno a cui prestare soldi sarà costretto a tenere la liquidità in dollari, facendo scendere l’euro e dando così il suo contributo alla rinascita dell’Europa”.

Dove conviene puntare lo sguardo dopo che la Bce avrà sparato le sue cartucce? “Con l’euro che scende a braccetto con i tassi e con il petrolio, le borse europee avranno per qualche tempo un’intonazione positiva alla sola condizione che Wall Street riesca ad assorbire senza scendere il doppio colpo dei tassi in salita e del dollaro forte. Ricordiamo poi che se le Borse saliranno non sarà solo perché sospinte dalla liquidità ma anche e soprattutto per il fatto che l’economia europea, l’anno prossimo, migliorerà ancora”.

Chi non ama la Borsa “potrà ancora rosicchiare qualcosa sullo spread dei governativi della periferia e sui corporate bond in euro”, anche in un contesto di Quantitative Easing potenziato.

Sul fronte valutario, infine, attenzione al pericolo numero uno, anche per le conseguenze che potrebbe avere su tutte le altri classi di asset: “anche sul dollaro sarà possibile portare a casa ancora qualcosa, ma con obiettivi modesti. Un dollaro troppo forte rischia di compromettere la crescita americana, di spaventare Wall Street e di trascinare in una correzione tutti gli asset del mondo”.