Pop Vicenza: aumento capitale sarà un flop

27 Aprile 2016, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) – La Banca Centrale Europea e la Banca d’Italia hanno autorizzato Quaestio Capital Management, gestore del fondo Atlante, ad acquistare una partecipazione qualificata e in misura eccedente il 50% della Banca Popolare di Vicenza e dei relativi diritti di voto.

Lo si legge in una nota di Quaestio in cui lo stesso gestore del Fondo Atlante precisa di essere in attesa di ricevere l’autorizzazione dell’Ivass a completamento dell’iter autorizzativo. Quaestio Capital Management SGR ha reso noto inoltre di aver ricevuto comunicazione della Consob con la quale, in risposta al quesito formulato da Quaestio, la Commissione ha confermato che il suddetto intervento del Fondo “Atlante” nell’aumento di capitale di BPVi non comporta l’obbligo a carico del Fondo di promuovere un’offerta pubblica di acquisto sulle azioni BPVi.

La banca popolare di Vicenza, nel mirino del mercato e delle istituzioni nazionali e non, è protagonista della cronaca degli ultimi giorni per l’aumento di capitale da 0,1 euro per azione dopo aver avuto per molto tempo un valore pari a 64 euro circa. Un aumento di capitale definito da più parti un flop, con il rischio concreto che i risparmiatori e detentori delle vecchie azioni sono destinati a subire perdite ingenti.

Basti pensare che il prospetto informativo relativo all’offerta pubblica di banca Popolare di Vicenza pubblicato dalla Consob è un malloppo di 950 pagine – indecifrabili anche per gli addetti ai lavori – piene zeppe di rischi, problemi, criticità e possibili intoppi per l’aumento di capitale e la successiva quotazione in borsa dell’istituto vicentino.

Da qui l’intervento del fondo Atlante senza il quale la Popolare di Vicenza sarebbe certamente destinata alla procedura di risoluzione con il bail-in. Il Fondo Atlante, subentrato ad Unicredit, comprerà l’inoptato e diventerà il nuovo azionista della banca sottoscrivendo una montagna di azioni ad un prezzo ridicolo, scaricando sui vecchi risparmiatori i fallimenti della precedente gestione firmata Zonin e successivamente dovrà essere rifornito con denaro pubblico.