Pop Vicenza, appello fermo dell’AD per evitare bail-in

4 Marzo 2016, di Daniele Chicca

MILANO (WSI) – È l’ultima speranza per Pop Vicenza, la banca popolare accusata dai procuratori di aver messo in piedi sottobanco un’attività finanziaria deviata, una associazione a delinquere. Se non varerà l’aumento di capitale necessario per rinsaldare i conti e non si trasformerà in Spa sbarcando in Borsa, arriverà la Bce.

L’istituto centrale di Francoforte ha già minacciato la banca popolare che se sabato non deciderà di incrementare la base di capitale e trasformarsi in società per azioni, scatterà il piano di bail-in. Con il commissariamento a pagare per il salvataggio saranno quindi creditori, risparmiatori e correntisti con più di 100 mila euro in banca (ci sono sicuramente piccole e medie imprese che hanno una cifra simile depositata).

“Siamo alla svolta storica. Senza aumento arriva la Bce”, è l’appello fermo rivolto ai soci azionisti dall’AD Francesco Iorio in vista dell’assemblea di domani. Iorio ha parlato al Giornale di Vicenza e al Sole 24 Ore in vista dell’assemblea per approvare i risultati di bilancio.

Fino a un anno fa le cose sembravano andare bene per l’istituto, con il suo patron Gianni Zonin che diceva “I risultati del primo trimestre di quest’anno segnano progressi di grande importanza (…) e fanno presagire una chiusura 2015 all’insegna di buoni profitti. La nostra banca si è mantenuta una banca solida, sana e affidabile”.

In un clima teso, con la rabbia montante dei soci azionisti, sabato si svolgerà l’assemblea decisiva dopo che la Bce ha chiesto un repentino cambio radicale dell’istituto popolare. Se saltano l’aumento di capitale, oppure anche la trasformazione in Spa con successivo sbarco in Borsa, la banca rischia il commissariamento e a quel punto scatterebbe il bail-in, come da norme Ue, in vigore dal primo gennaio.

La procura intanto sta indagando su un presunto caso di associazione a delinquere e di falso in bilancio. Secondo gli inquirenti in seno all’istituto potrebbe essere stata messa in piedi “una banca deviata” da un nucleo di persone che l’ha gestita in passato.