Politici Usa hanno venduto azioni prima dello scoppio del COVID-19: FBI e SEC aprono indagine

1 Aprile 2020, di Alessandra Caparello

Il Dipartimento di Giustizia ha aperto un’inchiesta sulle controverse vendite di azioni effettuate dai senatori poco prima che il mercato azionario precipitasse mentre gli Stati Uniti affrontavano la crisi del coronavirus.

L’indagine dell’FBI, condotta in collaborazione con la Securities and Exchange Commission, è “ancora in fase iniziale” e gli investigatori hanno contattato il presidente della commissione di intelligence del Senato Richard Burr, secondo “due persone che hanno familiarità con la questione” citata dalla CNN.

Il senatore Burr insieme ad alcuni top manager statunitensi tra cui Jeff Bezos di Amazon e Larry Fink di BlackRock prima dello scoppio della pandemia dal nuovo coronavirus che ha mandato in cortocircuito i mercati di mezzo mondo, hanno venduto grosse quantità di azioni evitando così grosse perdite.

Un’analisi del WSJ, basata su oltre 4.000 registrazioni regolamentari relative alle vendite di azioni tra il 1° febbraio e il 19 marzo da parte di dirigenti di società quotate negli Stati Uniti, ha rivelato come i top manager delle società  hanno venduto un controvalore di circa 9,2 miliardi di dollari in azioni delle proprie società tra l’inizio di febbraio e la fine della scorsa settimana.

Ora l’apertura di un’indagine congiunta dell’FBI e della Sec. Al momento non ci sono prove pubbliche che il repubblicano della Carolina del Nord o altri senatori sotto esame abbiano infranto la legge o violato le regole etiche del Senato. Altri legislatori difatti, tra cui i democratici Dianne Feinstein, Kelly Loeffler e Jim Inhofe dell’Oklahoma, si trovano ad affrontare accuse di insider trading, per cui potrebbero aver violato lo STOCK Act del 2012, che vieta ai membri del Congresso di utilizzare informazioni non pubbliche sul mercato azionario. Il senatore Burr ha incaricato di assisterlo un potente avvocato, Alice Fisher che al Washington Examiner ha affermato:

“La legge è chiara per cui ogni americano – incluso un senatore – può partecipare al mercato azionario sulla base di informazioni pubbliche, come h fatto il senatore Burr”.