Pimco non crede nella pace commerciale Usa-Cina. E scommette su nuovi tagli dei tassi Usa

23 Ottobre 2019, di Mariangela Tessa

Le recenti schiarite nelle trattative Usa-Cina non convincono gli esperti di Pimco. Il colosso americano di investimenti obbligazionari vede la  guerra commerciale in corso tra Stati Uniti e Cina come uno dei maggiori rischi per gli investitori nei prossimi mesi e avverte, allo stesso tempo, che un accordo definitivo per porre fine alla guerra commerciale tra le due maggiori economie del mondo sarà difficile da raggiungere.

L’11 ottobre gli Stati Uniti e la Cina hanno raggiunto una sorta di tregua. E le attese sono ora per la firma di un accordo della “fase uno” a metà mese. Tuttavia secondo Dan Ivascyn, Chief Investment Officer di Pimco, esiste “la possibilità che le relazioni possano nuovamente deteriorarsi”.
Uno scenario del genere sarebbe piuttosto negativo “per gli asset più rischiosi mentre sarebbe probabilmente abbastanza positiva per i mercati obbligazionari di alta qualità”, ha affermato l’esperto in un’intervista a Financial News.

Parlando delle prospettive economiche, Ivascyn ha affermato che è probabile che la crescita globale continui a indebolirsi. In questo scenario non è esclusa una recessione degli Stati Uniti nel 2020. Possibilità che si aggira intorno ad un terzo delle possibilità.

Pimco prevede inoltre che la Federal Reserve riduca i tassi di interesse almeno un’altra volta nel 2019, ma non crede che la banca centrale americana seguirà la strada dei tassi di interesse negativi, anche se l’economia dovesse deteriorarsi.

“Non prevediamo che i tassi diventeranno negativi e pensiamo anche che la banca centrale americana sia più preoccupata per la politica dei tassi negativi rispetto ad altre banche centrali. Se si scendesse verso il territorio zero, la banca centrale probabilmente tenterebbe di utilizzare altre misure politiche per evitare di adottare i tassi negativi.
Non ci aspettiamo di scendere a quei livelli.”