Pil: secondo trimestre parte male, aprile in contrazione

15 Aprile 2022, di Mariangela Tessa

Si fa sempre più fosco il 2022 per l’economia italiana. “Preoccupa durata e intensità rallentamento economia” ha spiegato Confcommercio, nella Congiuntura di aprile, che vede un inizio con il piede sbagliato per secondo trimestre 2022. In aprile, secondo le stime dell’associazione, il Pil segnerà in calo dello 0,5% congiunturale a fronte di un’inflazione del inflazione +6,3% su base annua. Il dato, che segue già un primo trimestre negativo, in calo dell’1,1% rispetto al trimestre precedente, “conferma di timori sulla difficoltà di raggiungere nel 2022 una crescita prossima al 3%”.
Nel confronto annuo la variazione del prodotto interno lordo si attesterebbe al 2,9% ad aprile e al 4,7% nel primo trimestre.

Nella filiera turistica i consumi sono ancora sotto di oltre il 30% rispetto a livelli pre-crisi.

Consumi

“Il conflitto in Ucraina ha esacerbato e reso più estesi nel tempo una serie di impulsi negativi preesistenti e le tensioni inflazionistiche non sono più definite transitorie”. Tuttavia ben prima del conflitto in Ucraina – si legge – si erano accumulate tensioni sulle materie prime, energetiche e non, il cui impatto sui prezzi al consumo e sui costi variabili delle imprese si avvertiva con inequivoca evidenza già nella parte finale dello scorso anno. D’altra parte, la ripresa, seppure abbastanza diffusa, non stava coinvolgendo nella stessa misura i diversi settori produttivi, trascurando le filiere del turismo, della socialità, della convivialità.

Nel confronto con marzo 2021, l’Icc, indicatore dei consumi, registra una variazione del +4,8%, frutto di una crescita del 44,8% per i servizi e di un calo del 3,9% per i beni. Rispetto allo stesso mese del 2019, però, la domanda, nel complesso, è ancora mediamente inferiore dell`11,8%.

Inflazione

Quanto al calo dei prezzi dell’energia e del gas e le misure di contrasto adottate dal Governo, come la riduzione temporanea dell’accisa sui carburanti, “dovrebbero comportare un ridimensionamento delle dinamiche inflazionistiche per il mese di aprile, quando la variazione congiunturale dei prezzi si fermerebbe allo 0,1% corrispondente a un incremento su base annua, del 6,3%. Il fenomeno resterebbe limitato nel tempo, mentre l’inflazione supererebbe il 7% tendenziale all’inizio dell’estate, mentre in autunno, nell’ipotesi di assenza di ulteriori shock negativi, comincerebbe la fase di rientro delle tensioni su prezzi e costi”.