Pil Eurozona ai minimi da quasi quattro anni

14 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

SIENA (WSI) – Il Pil dell’area euro ha subito una contrazione dello 0,6% nel quarto trimestre rispetto al periodo precedente. Su anno il calo e’ sstato dello 0,9%. Si tratta dei minimi dal 2009, ovvero da quasi quattro anni. Nel blocco a 27 dell’Unione Europea registrata flessione dello 0,5%.

Tassi & Congiuntura: in area Euro il buon esito delle aste italiane sui titoli a medio e lungo termine ha contribuito al calo degli spread. Il differenziale italiano si è infatti portato a 272 pb da 287pb, con il tasso decennale sceso a 4,39% da 4,5% del giorno prima. Il tema tasso di cambio continua a condizionare le decisioni degli operatori.

Secondo il quotidiano tedesco Bild, che cita una fonte anonima, la Bce sarebbe preoccupata del rafforzamento dell’euro che potrebbe indebolire le esportazioni dei paesi del sud Europa. Il commissario agli Affari Economici e Monetari Rehn in una lettera inviata ai ministri delle finanze Ue, alla Bce ed al Fmi ha riportato che la Commissione potrebbe concedere più tempo ai paesi per rientrare dai deficit se la crescita peggiorasse in modo inaspettato.

La crescita, secondo il commissario, tornerà positiva solo gradualmente nel secondo semestre dell’anno ed è quindi inevitabile che si abbia un impatto sulla creazione di lavoro. A tale proposito questa mattina sono stati pubblicati i primi dati preliminari del Pil del quarto trimestre 2012. Il dato francese ha registrato una contrazione congiunturale dello 0,3%, a causa principalmente del calo di investimenti ed esportazioni. Forte calo anche per il Pil tedesco sceso dello 0,6% t/t .

L’ufficio di statistica ha attribuito la contrazione soprattutto al calo delle esportazioni oltre che di investimenti e costruzioni. Negli Usa in rialzo i tassi sul comparto governativo a lungo termine dopo l’esito dell’asta sul decennale da 24Mld$ che ha riportato una domanda relativamente contenuta rispetto all’offerta, soprattutto da parte delle banche centrali estere. Oggi è attesa l’emissione da 16Mld$ sul comparto trentennale.

Sul fronte macro i dati sulle vendite al dettaglio di gennaio sono risultate al di sotto delle attese nella parte core, in conseguenza probabilmente dell’impatto derivante dall’incremento dei contributi previdenziali a carico dei lavoratori partito ad inizio anno. Sul fronte Fed, Bullard, autorevole membro votante del board, ha dichiarato che l’ammontare dei titoli oggetto del programma di acquisto dovrebbe essere tarato in funzione del tenore dei dati che saranno pubblicati, arrivando a stimare un tasso di crescita del Pil sia per il 2013 sia per il 2014 nell’ordine del 3,2%. Lo stesso Bullard ha sottolineato come un periodo eccessivamente prolungato di tassi contenuti possa causare distorsioni nei prezzi degli asset.

Valute: ieri si è assistito ad un apprezzamento del dollaro vs euro sulla scia delle citate indiscrezioni della Bild ed al forte incremento del tasso di disoccupazione portoghese. In precedenza il cambio si era portato temporaneamente oltre 1,35 dopo la produzione industriale dell’area Euro migliore delle attese a dicembre. Questa mattina il deprezzamento dell’euro continua dopo il deludente Pil tedesco penalizzato in parte proprio dall’export, con il cambio calato sotto area 1,34. Il supporto oggi si colloca a 1,3325, con il successivo a 1,3260 circa, il livello minimo da 1 mese. La resistenza passa da 1,3520.

Jack Lew, prossimo alla nomina di Segretario al Tesoro Usa, ha dichiarato l’intenzione di proseguire la politica del dollaro forte. Yen stabile verso dollaro, in lieve apprezzamento verso euro dopo il dato sul Pil giapponese peggiore delle attese (-0,4% t/t annualizzato) a causa del contributo negativo delle esportazioni nette, degli investimenti aziendali e delle scorte, nonostante la ripresa dei consumi interni. Dalla BoJ stanotte non sono arrivate nuove misure espansive. Dal comunicato emerge che il board ha votato contro l’impegno a mantenere i tassi virtualmente a zero fino al raggiungimento del target d’inflazione come proposto dal membro Miyao (voto 8-1).

Iwata, uno dei possibili candidati a governatore, ha definito equilibrato un livello di 90-100 vs dollaro. Verso euro il supporto più vicino si colloca a 124,70. Sul fronte sterlina ieri si è assistito ad un deprezzamento verso euro dopo che il governatore della BoE King ha dichiarato che la crescita resterà debole e, se necessario, saranno fatti ulteriori sforzi. Il report trimestrale sull’inflazione ha evidenziato però un outlook al rialzo sull’inflazione a causa del deprezzamento della sterlina e dell’aumento della componente energetica.

Materie prime: chiusura pressoché invariata per l’indice GSCI ER che resta poco al di sotto dei massimi da 5 mesi. Il Brent stamani si colloca poco sotto i 118$/barile a causa della scadenza del future marzo sostituito da quello di aprile che quota ad un prezzo più basso. Il Brent ha chiuso in lieve rialzo (+0,1%) nonostante il taglio delle stime sulla domanda globale 2013 da parte dell’IEA.

In calo invece il Wti (-0,5%) dopo la notizia che la produzione Usa è salita ai massimi da 20 anni. Positivo il gas naturale Usa (+2,4%). Ieri è stato registrato un andamento misto tra i metalli industriali e preziosi; misti anche i prodotti agricoli. L’oro resta sotto i 1650$/oncia nonostante dai dati del WGC emerga un aumento della domanda globale nel quarto trimestre 2012 grazie agli acquisti indiani.

Azionario: chiusura in rialzo per il secondo giorno consecutivo per i listini dell’area Euro sulla scia della produzione industriale dell’area migliore delle attese e del recupero dei titoli di stato periferici. I volumi sui principali indici continuano ad essere piuttosto contenuti (30% al di sotto della media dell’ultimo mese) nonostante la vicinanza della scadenza opzioni di venerdì prossimo. All’interno dell’indice Stoxx 600 tutti i settori hanno chiuso in positivo guidati da risorse di base ed industriali. L’indice italiano ha chiuso anche con un rialzo dello 0,4% nonostante la debolezza del settore bancario. Continua a crollare Finmeccanica (-4,1%), peggior titolo del listino, dopo la sospensione di un ordine da circa 750 Mln€ da parte dell’India.

Negli Usa i listini azionari continuano a registrare nuovi massimi dal 2007 anche se i principali listini hanno chiuso poco sopra la parità ad eccezione del Dow Jones che continua a muoversi sempre in prossimità della soglia dei 14.000 punti.

Sull’indice ha pesato il calo di oltre l’1% di Boeing e McDonald’s, quest’ultimo penalizzato dalla proposta del presidente Obama di aumento del salario minimo orario. Sul fronte emergenti ieri l’indice MSCI EM ha chiuso in rialzo di circa lo 0,6% in una giornata in cui risultava ancora assente la maggior parte degli operatori asiatici. Questa mattina si sta assistendo ad un rialzo generalizzato dei listini asiatici favoriti dal rimbalzo delle azioni cinesi quotate ad Hong Kong che ha riaperto dopo tre giorni di festività. Nuovi massimi dal 2008 per l’indice australiano S&P ASX 200 (+0,7%). Misti i listini dei paesi dell’est Europa.

INFORMAZIONI DI STAMPA SU TITOLI

INDESIT – La società ha chiuso il 2012 con un utile netto di 62 Mln€, in crescita del 6% rispetto al 2011 e ricavi a 2,9 Mld€, +2% rispetto all’anno prima. L’indebitamento finanziario netto a fine dicembre è salito invece a 256 Mln€ dai 218 Mln€ di fine 2011.

VODAFONE – La società ha comunicato l’interesse per l’acquisizione della società telefonica tedesca Kabel, che al momento ha una capitalizzazione superiore ai 6 Mld€. Vodafone ha però specificato che al momento nessuna offerta formale o decisione finale sull’operazione è stata ancora pesa.

SAIPEM – La società ha registrato un utile netto pari a 902 Mln€ nel 2012, in calo del 2,1% rispetto all’esercizio precedente. Nel solo quarto trimestre i profitti sono calati del 30,2% a 180 Mln€ rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. Il Cda ha deliberato di proporre all’assemblea di mantenere la policy di pay-out pari a un terzo dell’utile netto consolidato, corrispondente per il 2012 ad un dividendo di 0,68 euro per azione ordinaria (0,70 euro l’anno precedente) e di 0,71 euro per azione di risparmio (0,73 euro l’anno precedente). La società prevede un utile netto di 450 Mln€ per l’anno 2013, molto inferiore rispetto a quanto realizzato negli ultimi anni come già comunicato nel profit warning.

FINMECCANICA – Un funzionario del ministero della Difesa ha dichiarato che il governo indiano ha deciso di sospendere il pagamento e la consegna dei 12 elicotteri ordinati, di cui solo 3 attualmente consegnati, alla luce dell’inchiesta per corruzione. Il governo indiano ha, inoltre, dichiarato che se le accuse di corruzione saranno provate l’azienda italiana sarà inserita nella “black list” e l’accordo da oltre 750 Mln$ per l’acquisto di 12 elicotteri sarà cancellato. Il Cda ha deciso di assegnare ad Alessandro Pansa tutti i poteri in precedenza conferiti a Giuseppe Orsi, finito in manette con l’accusa di corruzione internazionale.

TELECOM ITALIA- Secondo la stampa, la prossima settimana il CDA potrebbe approvare la vendita di Telecom Italia Media (TME.MI) a Clessidra.

ITALCEMENTI- Oggi potrebbe essere collocato un bond da 350-400 Mln€ con scadenza a 5 anni. Secondo quanto riporta Reuters, il bond potrebbe offrire un rendimento compreso tra il 6,5% e il 6,75%, corrispondente a uno spread di 500 punti base sul midswap, un rendimento in linea con quello offerto oggi da un altro bond Italcementi con scadenza nel 2020. Italcementi ha rating Ba2 da parte di Moody’s a BB+ da parte di S&P’s.

BNP PARIBAS – La più grande banca francese ha registrato profitti inferiori alle attese, in calo del 33% nel quarto trimestre 2012. Sul dato hanno pesato svalutazioni per 298 Mln€ legate alla controllata italiana BNL. L’utile netto si è attestato a 514 Mln€ rispetto ai 765 Mln€ dell’anno precedente, dato molto inferiore ai 921,6 Mln€ stimati dagli analisti intervistati da Bloomberg. La società prevede di aumentare il dividendo a 1,5 € per azione da 1,2 € dell’anno precedente. BNP ha chiuso il trimestre in profitto in un contesto che ha visto suoi competitors come Deutsche Bank, Barcalys e Societe Generale registrare perdite.

RIO TINTO – Il colosso minerario ha registrato una perdita di 3 Mld$ nel 2012 in seguito a svalutazioni di bilancio. Il risultato è stato comunque leggermente migliore delle previsioni. La società pagherà un dividendo di 1,67 $ per azione, superiore ai 1,58$ stimati dagli analisti.