Pil ancora in calo, Italia in recessione tecnica: cosa significa

31 Gennaio 2019, di Alessandra Caparello

Il premier Giuseppe Conte lo aveva anticipato e ora arriva la conferma dall’Istat: l’Italia è in recessione tecnica. La terza in dieci anni. L’Istituto nazionale di statistica ha certificato che il Pil nel quarto trimestre è sceso dello 0,2%, mettendo a segno il secondo calo consecutivo.

Il dato reso noto oggi risulta peggiore delle previsioni del governo per il 2018 che si attestano all’1%. Il vice premier Luigi Di Maio – che confida in un “boom economico” – ritiene che la colpa della contrazione sia dell’austerity e dei governi precedenti. Il leader del M5S non crede che ci siano gli estremi per apportare alle previsioni contenute in manovra. E che alle elezioni europee di fine maggio i cittadini italiani hanno l’occasione di votare contro chi sponsorizza politiche all’insegna rigore.

Ma alla luce degli ultimi dati pare irrealistico per il governo giallo verde centrare gli obiettivi. Significa che bisognerà scegliere tra rinunciare ai piani di spese e investimenti, alzare le tasse o non rispettare gli impegni sul deficit. James Athey di Aberdeen Standard Investments dice che “l’Italia dovrà affrontare problemi seri“. Le previsioni su cui si basa la legge di bilancio sono state contraddette”.

Previsioni PIL manovra contraddette

Nel 2018 il Pil italiano ha registrato un aumento dell’1% in base ai dati trimestrali grezzi, in netta frenata rispetto all’1,6% del 2017, mentre il dato corretto per gli effetti di calendario mostra una crescita dello 0,8% (nel 2018 ci sono state tre giornate lavorative in più rispetto al 2017). Per conoscere il dato calcolato in modo più approfondito si dovrà attendere il primo marzo, ma per ora la situazione sembra chiara.

La congiuntura esterna non sta aiutando i due partiti della coalizione, M5S e Lega. In particolare si pensi alla frenata dei partner commerciali dell’Italia. Detto quest è esagerato sostenere, come fa il premier Giuseppe Conte, che c’entri la guerra commerciale sino americana. I dati commerciali sono positivi nel secondo trimestre e i Pil di Francia e Spagna sono andati bene fino a fine 2018

Allo stesso tempo, sono i due partiti di governo ad aver gettato le basi per la disputa tirata per le lunghe con l’Unione Europea sul bilancio. I numeri Istat certificano che il Pil è in calo costante da quando sono saliti al potere in primavera. La reazione negativa dei mercati all’incertezza politica ha giocato un ruolo importante.

Le ragioni dietro alla contrazione sono infatti da ricercare nella mancanza di fiducia e nell’indebolimento dell’attività aziendale. Su questi due aspetti ha pesato il braccio di ferro sul deficit. La recessione ha avuto un impatto negativo anche sull’espansione in Eurozona. Il Pil ha registrato un incremento timido dello 0,2% negli ultimi tre mesi del 2018. La percentuale è la stessa del trimestre antecedente.

Recessione tecnica: cosa significa

Siamo dunque in recessione tecnica. Ma cosa significa? Si intende condizione nella quale i livelli dell‘attività produttiva risultano inferiori a quelli che potrebbero essere raggiunti utilizzando completamente, e in maniera efficiente, tutti i fattori produttivi a disposizione.

Si parla di recessione tecnica invece quando, per due trimestri consecutivi, il Pil cala, facendo registrare un dato negativo rispetto al trimestre precedente, mentre  la recessione economica è quella caratterizzata da una variazione del Prodotto interno lordo negativa rispetto all’anno precedente.

L’Italia ha vissuto tre recessioni in dieci anni. Se la variazione del Pil rispetto all’anno precedente è inferiore a -1 per cento, invece siamo dinanzi a una vera e propria crisi economica.

Già Bankitalia qualche giorno fa aveva stimato una crescita del Pil quest’anno  dello 0,6%, cioè 0,4 punti in meno rispetto a quanto valutato in precedenza. Medesima la percentuale indicata anche da Fmi e Commissione Ue. Via Nazionale definiva alte le probabilità che l’Italia entrasse in recessione tecnica.