Piazza Affari: tonfo di -3,5%, ai minimi 2011. Il governo trema

8 Luglio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Un vero e proprio venerdì nero per Piazza Affari e per la stessa Italia. Già, perchè se il Ftse Mib ha segnato un crollo di una tale portata è stato per problemi di natura tutta italiana, in primis la crisi politica ed economica del nostro paese. Il risultato è che l’indice si è attestato ai minimi dell’anno, e che durante la seduta è arrivato a sfondare al ribasso anche la soglia a 19.000 punti, poi riagguantata debolmente nel finale.

Di conseguenza ha toccato il nuovo massimo di periodo anche il CDS (credit default swap) sul debito pubblico italiano (ultimi prezzi per gli abbonati a Insider, in Target News).

Certo, la performance dei mercati americani – che hanno scontato il deludente rapporto sull’ occupazione Usa – ha peggiorato il sentimenti sui mercati azionari: ma Piazza Affari ha scontato prima di tutto i problemi di casa nostra. E si è confermata per l’ennesima volta la peggiore in Europa, nonostante tutti i paesi PIIGS abbiano seri problemi con i debiti pubblici. Londra ha ceduto infatti l’1,10%, Francoforte ha fatto -1,01%, Parigi è arretrata dell’1,58% e Madrid è scesa del 2,60%. Dunque, le flessioni in generale sono state decisamente inferiori a quelle che si sono abbattute sul Ftse Mib.

Il sell off sulla borsa di Milano è stato tale che è intervenuta anche la Consob, avviando uno stretto monitoraggio sui titoli bancari e finanziari che sono stati colpiti dalle vendite, soprattutto Unicredit e Fonsai. Un portavoce della Commissione ha spiegato che la Commissione vuole “capire chi ha comprato e chi ha venduto”. Voci di mercato avevano indicato in Londra l’origine di molti ordini.

A essere di nuovo sotto tiro soprattutto le banche italiane, dopo che il BTP a 10 anni è arrivato in mattinata a schizzare al 5,324%, nuovo massimo storico dall’introduzione dell’euro. Il bond che fa da benchmark al mercato italiano ha poi chiuso con un frazionale recupero, a 5,257 (prezzo 96,560 per il 4 e 3/4 21), comunque nuovo top degli ultimi 11 anni.

In generale il mercato finanziario globale ha mandato un messaggio di sfiducia sull’Italia: d’altronde, nel governo regna il caos, i ministri economici si danno del “cretino” a vicenda, viene spiccato un mandato di arresto per Marco Milanese, il piu’ stretto collaboratore del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, di cui tra l’altro lo stesso premier dice: “Non fa gioco di squadra e si crede un genio”. Infine un lunch tra Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti non ha chiarito nulla, se non che per ora (ma per quanto?) Tremonti non si dimette.

Per quanto riguarda Piazza Affari, Unicredit è arrivata così in giornata a essere sospesa per eccesso di ribasso, dopo aver fatto -7%. Riammessa alle contrattazioni, il titolo è arrivato a cedere l’8%. A nulla è servita la notizia di un incontro lungo e cordiale a Roma nella giornata di oggi, che si è svolto tra Tremonti e Berlusconi, molto probabilmente una mossa per tentare di calmare i mercati.

“Se si parla di un default in Grecia con il contagio che si diffonde all’Irlanda, Portogallo e Spagna allora l’Italia e’ la prossima fermata” ha detto a Bloomberg Charles Diebel, capo delle stretegie di mercato di Lloyds Bank Corporate Markets a Londra. “L’Italia ha un debito pubblico enorme” (an awful lot of debt”).

Tra le altre vittime dei sell off, riscontriamo Fondiaria Sai (-8,18%), Banco Popolare (-6,2%), Banca Popolare di Milano (-5,88%), Intesa SanPaolo (-4,56%), Banco Popolare di Milano (-5,48%), Azimut Holding (-5,69%). Occhio alla performance dell’indice che rappresenta le banche, il Ftse Italia All-Share Bank, che oggi è arrivato a cedere fino al 4,5%, toccando il minimo dallo scorso dicembre del 2008. Quella di oggi è stata insomma una vera e propria debacle dei titoli finanziari. Ma le vendite hanno colpito tutto il Ftse Mib, a eccezione di Bulgari (+0,16%).

La sfiducia sull’Italia è stata dimostrata a pieno fin dalle prime ore della mattinata dal balzo dello Spread BTP/Bund, che ha inanellato nuovi record arrivando a salire per la terza volta consecutiva dalla giornata di ieri e toccare i 245 punti base.

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ROMA (Reuters) – Il premier Silvio Berlusconi ha avuto oggi a una colazione di lavoro insieme con il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, per ribadire la volontà del governo di giungere al pareggio di bilancio entro il 2014 e di far approvare la manovra prima della pausa estiva del Parlamento, in una giornata segnata dall’agitazione dei mercati.
“Il presidente Berlusconi ha ribadito la volontà del governo italiano di raggiungere il pareggio di bilancio per il 2014, in linea con gli impegni assunti a livello europeo. Il decreto legge sulla manovra sarà approvato prima dell’estate”, dice la nota diffusa da Palazzo Chigi al termine dell’incontro, presente anche il sottosegretario Gianni Letta.

La colazione, che la nota definisce “lunga e cordiale” nonostante sia durata appena 45 minuti, è servita a fare “il punto su tutti i problemi più attuali, a cominciare dalla manovra per la continuazione e il rafforzamento dell’azione di governo.

MERCATI IN FIBRILLAZIONE, DRAGHI RASSICURA: MANOVRA OK

Il tentativo di Berlusconi di dare un segnale rassicurante arriva in una giornata di fibrillazione sul mercato azionario e su quello dei titoli governativi italiani, tanto che lo stesso governatore Mario Draghi – in transito verso la guida della Bce – ha ritenuto di intervenire a sostegno della solidità patrimoniale delle banche e dei conti pubblici.

“In relazione alle tensioni sui mercati dei titoli pubblici e delle azioni delle banche, sono certo, sulla base delle nostre analisi, che gli intermediari italiani supereranno con un margine significativo gli stress test in corso in sede europea, confermando l’adeguatezza del loro grado di capitalizzazione”, ha scritto Draghi che si trova ad Aix en Provence per un incontro di economisti.

“In Italia l’espansione del credito, in atto da mesi, è superiore a quella del resto dell’area dell’euro; sosterrà i ricavi delle banche”, ha aggiunto.

Oggi sul nercato dei titoli di Stato il differenziale di rendimento tra decennale italiano e tedesco è salito fino a 247 punti base. La pressione sulla carta italiana si riflette anche sulla borsa, con l’indice Ftse Mib che cede il 3,7% a ridosso della chiusura prima del fine settimana.

Poi Draghi ha voluto sottolineare, come già ieri il presidente della Bce Jean Claude Trichet, la validità della manovra del governo per centrare il pareggio di bilancio nel 2014. “Vedo dai dispacci di agenzia che tensioni scaturiscono da timori di alcuni analisti circa le condizioni dei conti pubblici dell’Italia. La manovra di finanza pubblica decisa dal governo, come detto ieri dal presidente Trichet, costituisce un passo importante per il consolidamento dei conti pubblici. L’anticipo delle misure rende credibili il raggiungimento del pareggio del bilancio nel 2014 e l’avvio di una tendenza al calo del rapporto debito/Pil”, ha detto Draghi nella nota.

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MILANO (Reuters) – Venerdì di grande sofferenza per il mercato obbligazionario italiano, con i Btp colpiti da ondate di vendite, che hanno fatto schizzare verso l’alto i rendimenti dei titoli di Stato e allargato fino a un massimo di 248 punti base lo spread tra decennale italiano e quello tedesco, nuovo record dall’introduzione dell’euro.
Una situazione che ha portato il governatore delle Banca d’Italia Mario Draghi ad intervenire con una nota ufficiale nel primo pomeriggio per rassicurare il mercato sulla solidità dei conti pubblici italiani e sullo stato patrimoniale delle banche.

Da un lato l’esposizione al debito italiano, dall’altro le voci di una bocciatura agli stress test, poi smentita dallo stesso Draghi, hanno infatti appesantito i titoli degli istituti di credito italiani, vittime di un sell off aggressivo che ha portato Unicredit a cedere oltre il 7%, mentre Piazza Affari ha chiuso in calo di oltre il 3%.

Ma nonostante il tampone di Draghi abbia limitato le perdite in chiusura dei Btp, l’Italia ha continuato a scontare duramente il sentiment negativo diffusosi sui mercati dopo il declassamento a ‘spazzatura’ del debito portoghese da parte di Moody’s martedì scorso.

Una mossa che sta scuotendo i titoli di Stato dei paesi periferici, sulla scia dei timori di un effetto contagio.

“Sono scattate delle stop loss, non ci sono motivazioni specifiche, tutto parte dal downgrade del Portogallo da parte di Moody’s” sintetizza un dealer da Milano.

ITALIA NEL MIRINO, SI AVVICINA A SPAGNA

Nel corso della seduta di oggi il debito italiano, come chiosa un dealer, “è finito nel mirino”, con una performance di seduta peggiore rispetto alla Spagna, paese che agli occhi dei mercati nella classifica di rischio di un eventuale effetto domino precede l’Italia.

“E’ cambiato in peggio il sentiment sull’Italia, che agli occhi dei mercati ora è molto più vicina alla Spagna” osserva Alessandro Tentori, strategist di Bnp Paribas “E’ un cambiamento legato all’emergere di una serie di notizie, dal taglio di rating da parte di Moody’s, ai dati poco incoraggianti sulla crescita, per poi arrivare all’indebolimento dell’esecutivo dopo le elezioni amministrative” prosegue lo strategist.

“Sono elementi che si sono accumulati, anche in maniera abbastanza contigente, ma che hanno cominciato a pesare”.

Secondo Tentori, anche le situazione di tensione tra Tremonti e gli altri componenti dell’esecutivo è un elemento che contribuisce a far salire il nervosismo dei mercati. “Se Tremonti dovesse dimettersi, questo verrebbe percepito in maniera molto negativa” commenta lo strategist.

RECORD DELLO SPREAD, RENDIMENTO DECENNALE AI MASSIMI DA 2002

Il flusso di vendite ha cominciato a intensificarsi a metà mattinata, quando si sono innescati dei meccanismi di stop loss, su tutta la curva, ma in particolare sulla parte del 5-10 anni.

In particolare, il decennale è arrivato a rendere il 5,37%, sfondando il livello chiave di 5,23% e toccando il massimo dal 5,55% del marzo 2002. In chiusura di seduta, il dieci anni ha poi recuperato parzialmente portando il rendimento in area 5,25%.

Di riflesso lo spread tra decennale italiano e Bund tedesco ha segnato un nuovo record dall’introduzione dell’euro, volando prima a 247 ( a metà mattinata) e poi a 248 (nel primo pomeriggio, subito dopo la diffusione dei dati poco incoraggianti sul mercato del lavoro americano, che hanno ampliato il supporto del mercato al Bund). Il differenziale a fine seduta si è attestato in area 245 punti base, in allargamento di 24 punti base rispetto alla chiusura di ieri e di oltre 50 da inizio settimana.

La progressività e la regolarità del movimento innescatosi in mattinata sulla curva del Btp italiano, secondo alcuni operatori, va interpretato come un segnale di un attacco all’Italia.

“E’ in corso un attacco all’Italia, e questo è chiarissimo” commenta uno di loro, mentre un altro operatore parla di “test” dei mercati sulla “capacità di tenuta” del debito italiano.

Tutto questo ha fatto salire anche il costo per assicurarsi contro un eventuale default dell’Italia. Il credit default swap italiano sulla durata di 5 anni si è allargato oggi a 243 punti base, in rialzo di 24 punti.

“I livelli di illiquidità del mercato sono vicini a quelli del 2008-2009 e questo è certamente un segnale negativo” osserva Tentori.

“Tuttavia – conclude lo strategist – la domanda per il Btp italiano si mantiene elastica, e prevedo che gli investitori domestici nei prossimi giorni saranno portati all’acquisto a fronte di prezzi bassi”.