Piazza Affari, i titoli che le mani forti hanno messo nel mirino

15 Aprile 2019, di Redazione Wall Street Italia

Una fase di correzione dei rialzi poderosi di inizio anno (quasi più 20% in poco più di un trimestre) è fisiologica per i listini azionari italiani. Il problema come al solito è sapere quando avverrà questo ripiegamento che pare inevitabile. In questo senso, l’analisi dal punto di vista tecnico può aiutare ad avere un quadro completo della situazione.

Dopo aver archiviando in rialzo la quinta settimana consecutiva, il paniere delle blue chip di Piazza Affari, il Ftse Mib, ha disegnato una Long white che tocca nuovi massimi annuali. Il bilancio da inizio 2019 sfiora ormai il +20% (19,29%).

Martedì scorso, segnalano i graficisti di Sos Trader, “l’indice sembrava fornire timidi segnali di debolezza (chiudendo sui minimi dopo il test dei top annuali) così come giovedì (quando in mattinata è arrivato a perdere quasi l’1%) che sono stati immediatamente smentiti nell’ultima seduta della settimana”.

“Questo è stato il filo conduttore delle prime 73 del 2019 in cui ogni ritracciamento è stato una buona opportunità per acquistare. La domanda chiave da porsi adesso è per quanto può durare un trend così ripido?” si chiede Pietro Di Lorenzo, analista di Sos Trader, nel consueto report settimanale su Piazza Affari.

Se il mercato continua a salire all’interno del canale rialzista che guida i prezzi da inizio anno, secondo i suoi calcoli, l’indice dovrebbe chiudere l’anno a con un rialzo superiore al +70% (cosa che sembra estremamente improbabile). In sostanza, “la questione non è se ma quando arriverà un consolidamento/correzione”.

Il Ftse Mib tirerà fino allo stacco dei dividendi di Maggio? L’impressione è che la stagione delle trimestrali Usa che entrerà vivo nei prossimi giorni potrebbe essere un primo importante test per verificare la benzina residua nel serbatoio dei rialzisti!

In particolare lunedì sono attesi i numeri dei colossi bancari Citigroup e Goldman Sachs (lunedì), Bank Of America e Blackrock (martedì) oltre che Johnson & Johnson e Netflix. Mercoledì sono previsti i risultati di: Morgan Stanley, Notorious Pictures e Pepsico.

Anche diverse Blue Chip italiane divulgheranno i numeri di bilancio: Martedì tocca a Campari e Moncler. Mercoledì a Amplifon Bper, Saipem e Unipolsai. Giovedì invece ad Atlantia, Banca Generali, Ferragamo, Unipol.

Ricordiamo che venerdì 19 saranno chiuse le principali borse mondiali e che Piazza Affari fermerà le negoziazioni anche lunedì 22 Aprile e mercoledì 1 Maggio (mentre il 25 Aprile rimarrà aperta).

Andamento titoli Piazza Affari Ftse MBI

I titoli più interessanti per la prossima seduta

Gli analisti tecnici segnalano:

FINECO disegna una white marubozu che esplode nella volatilità e nei volumi (i più elevati dal 28 Febbraio) che riporta i prezzi a contatto con i massimi assoluti toccati il 26 settembre a 12,19€. Il superamento di questo livello, potrebbe calamitare nuovi acquirenti

A2A prosegue la correzione dai massimi del 3 aprile in area 1,65€. L’interruzione della serie di 7 massimi giornalieri decrescenti consecutivi (con il superamento di 1,506€) potrebbe innescare un repentino rimbalzo.

UBI Banca come previsto accelera a seguito del completamento del pattern Cup with Handle, chiudendo la settimana in rialzo del 6.57%. Chi fosse intervenuto, fissi stop loss a 2,54€ e target a 2,85€.

STM prosegue la corsa (+21,66% ad Aprile) e rimane il titolo migliore secondo il nostro DRA (Dynamic Rating Analysis http://www.raccomandazioniborsa.it/ ). “È opportuno mantenere in portafoglio fin tanto che il giudizio sarà 10/10.

BP SONDRIO riconosce per la terza volta consecutiva il supporto in area 2,3€. “Possibile assistere a un tentativo di rimbalzo da questi livelli”.

Situazione “delicata” per BIO-ON con il titolo che continua a sottoperformare (-4,78% negli ultimi 3 mesi). Dal grafico elaborato con Big Short Hunter è evidente che i titolo ha raggiunto nuovi massimi di vendita allo scoperto, salendo al 4° posto della classifica dei titoli italiani più venduti allo scoperto dagli istituzionali con il 4,61% del capitale shortato da 4 Investitori (Engadine Partners LLP 1,72, Think Investments LP 1,19, Cadian Capital Management, LP 1,1, Ennismore Fund Management Limited 0,6).

“Se le “mani forti” continueranno a scommettere sulla discesa del titolo, è difficile immaginare un rimbalzo”, conclude Di Lorenzo.

Articolo a cura di Sos Trader.