Petrolio visto in calo: Trump chiede ai sauditi aumento produzione

2 Luglio 2018, di Alessandra Caparello

NEW YORK (WSI) – I prezzi del petrolio sono aumentati da quando il presidente Donald Trump si è ritirato dall’accordo nucleare con l’Iran, tuttavia stamani le quotazioni sono decisamente al ribasso.

Il Brent cede oltre 1 punto percentuale a 78,41 dollari al barile, mentre il Wti cede lo 0,65% a 73,67 dollari. Tutto questo sulla scia della notizia che il presidente Donald Trump avrebbe chiesto all’Arabia saudita di aumentare la produzione al fine di compensare la minore produzione di Iran e Venezuela.  Re Salman è d’accordo. Così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un tweet ha reso noto la telefonata intercorsa con il re saudita a cui avrebbe chiesto un aumento della produzione  di anche di 2 milioni di barili al giorno.

“Ho appena parlato con il re Salman e gli ho spiegato che, a causa delle turbolenze e disfunzioni in Iran e Venezuela, ho chiesto all’Arabia Saudita di aumentare la produzione di petrolio, forse fino a 2.000.000 di barili. Lui ha accettato!”

Il quotidiano Al Arabiya però fornisce un’altra versione della telefonata secondo cui Trump e Re Salman hanno discusso di relazioni bilaterali e della situazione politica regionale, concordando sulla necessità di mantenere stabili i mercati petroliferi e la crescita dell’economia globale, ma senza fornire alcun dettaglio. Dal canto suo Riad ha confermato la conversazione telefonica tra i due leader, precisando che gli stessi hanno condiviso la necessità di preservare la stabilità del mercato petrolifero e gli sforzi dei Paesi produttori di compensare eventuale carenze di offerta. Tuttavia da Riad non è stata data alcuna cifra ufficiale su un possibile incremento. Certo è che se la richiesta della Casa Bianca fosse davvero accolta, un aumento della produzione di greggio avrebbe come primo effetto quello di far calare il prezzo del petrolio.