Petrolio giù malgrado tensioni geopolitiche: prezzi potrebbero calare ancora

3 Maggio 2019, di Alessandra Caparello

Il petrolio va giù con i futures sul Light crude che si aggirano attorno ai 61,76 dollari al barile (-0,06%), dopo essere sceso ieri sino a 61,09 dollari. Va male anche al Brent, il cui future scambia a 70,55 dollari al barile (-0,28%).

Sullo sfondo rimangono due elementi chiave per la risalita dei prezzi: la prossima guerra civile in Venezuela, che potrebbe vedere contrapposti Stati Uniti e Russia, e la decisione di Washington di bloccare totalmente le importazioni di petrolio dall’Iran. In realtà quest’ultimo fattore è già stato in gran parte scontato dai mercati, dicono gli operatori.

Opec farà di tutto per scongiurare crisi energetica

Il fatto che le scorte di petrolio settimanali negli Stati Uniti d’America siano salite oltre le attese, piazzandosi sui 9,9 milioni di barili a 470 MBG, ha contribuito ai cali. Proprio da Teheran il segretario generale dell’OPEC, Mohammed Barkindo, ha sostenuto che l’organizzazione dei paesi produttori di petrolio farà di tutto per evitare una crisi energetica mondiale.

Come organizzazione, resteremo concentrati sul nostro obiettivo di evitare qualsiasi crisi energetica che potrebbe influire sull’economia mondiale.

Barkindo ha poi sottolineato come alcuni paesi membri dell’Opec sono attualmente soggetti a sanzioni unilaterali, riferendosi a Iran e al Venezuela, nel mirino degli Stati Uniti di Donald Trump ma anche alla Libia.

Un paese membro dell’Opec sta lottando giorno per giorno per evitare una guerra totale sul suo territorio (…) L’Opec è determinato a rimanere unito e il nostro obiettivo non è quello di ricadere nel caos come potrebbe essere stato in passato.

Detto questo, alla luce delle ultime strategie di investimento sul mercato del petrolio c’è da attendersi una destabilizzazione. John Kemp, analista di Reuters, sottolinea che al 23 aprile c’erano 11 posizioni lunghe per ogni posizione corta: uno squilibrio molto grosso verso i rialzisti.

Secondo Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte SIM, il prezzo del greggio dovrebbe continuare a calare.

“In prospettiva, il timore (alimentato soprattutto dalla posizione russa) di possibile mancata proroga dei tagli Opec+ (la riunione Opec+ è prevista per il 25/26 giugno a Vienna, preceduto da un incontro preliminare in Arabia Saudita il 19 maggio), potrebbe comportare nei prossimi giorni ulteriori pressioni al ribasso sul greggio Wti fino all’area 50-55 dollari al barile”.