Petrolio riconquista $40. Stavolta c’entra l’economia reale

7 Marzo 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Per la prima volta dagli inizi di dicembre, le quotazioni del petrolio Brent tornano a $40 al barile. Gli analisti citano le speranze degli investitori sulla continua ripresa della Cina e gli ultimi dati sulle scorte di barili in Usa. Un report di Genscape ha riportato infatti un aumento delle scorte inferiore alle previsioni a Cushing, Oklahoma, il più importante hub degli Stati Uniti.

Pechino ha in realtà tagliato le stime sul PIL per il 2016, formulate in precedenza, che indicavano una crescita a un tasso +7% circa. Ora Pechino prevede una crescita compresa tra il 6,5% e il 7% per quest’anno. Si tratta comunque di un tasso di crescita che allontanerebbe lo spettro dell’hard landing (letteralmente dell’atterraggio brusco) dell’economia in Cina, anche se permangono molti dubbi sulla solidità del paese.

Aiutano anche le informazioni fornite dalla Commissione dei futures sulle materie prime, ovvero la US Commodity Futures Trading Commission che rende noto che gli speculatori al ribasso hanno ridotto le loro posizioni short sul contratto WTI di ben il 15% nella settimana terminata lo scorso 1° marzo.

In particolare, le posizioni short sul WTI sono scese di 25.639 contratti di futures e opzioni a 150.178, soffrendo la flessione più forte dallo scorso 21 aprile. Le scommesse long sono calate di 753 unità.

Si avvicina intanto il meeting dell’Opec con altri paesi produttori di petrolio non Opec. Stando al ministro dell’Energia russo Alexander Novak, l’incontro dovrebbe avvenire tra il 20 marzo e il 1° aprile.

Le quotazioni del petrolio tornano a salire anche sulla scia dell’accordo siglato tra Arabia Saudita, Russia, Qatar e Venezuela, lo scorso 16 febbraio, a Doha, per il congelamento della produzione ai livelli di gennaio. Ancora non è chiaro l’impatto che questa decisione avrà e molti analisti rimangono scettici.

Intanto sui mercati finanziari americani, alle 16.50 ora italiana, il contratto sul WTI segna un rialzo +2,78% a $36,92 al barile, mentre il Brent, il future di riferimento europeo, fa +2,84% a Londra, attestandosi a $39,82.