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Petrolio, una discesa senza fine?

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NEW YORK (WSI) – La discesa delle quotazioni del greggio, che oggi hanno bucato quota 30 dollari al barile, sembra almeno per il momento destinata a perdurare. Almeno questa e’ l’idea di Matteo Paganini, Chief Analyst di FXCM Italia, che in una nota di oggi specifica:

“La nostra opinione su possibili rinnovate discese è rimasta pressoché intatta, anche in questo inizio d’anno.

Quando ragioniamo sulla situazione attuale e prospettica del prezzo del petrolio, l’idea è quella di concentrarsi sia su dinamiche macroeconomiche – che attualmente non danno adito a pensieri a sostegno di strutturali ripartenze – sia su livelli tecnici – che fino a quando non mostreranno il raggiungimento dell’area che passa per 43,50 – non ci porteranno a valutare ripartenze sensibili delle quotazioni.

Oltre a questo, non dobbiamo dimenticare le correlazioni con il dollaro, il quale potrebbe mostrare delle frenate da qui a quando si formeranno aspettative razionali circa il prossimo rialzo di tassi negli USA. Mossa che porterebbe forse ad ulteriori rivalutazioni del biglietto verde e risultare propedeutica ad ulteriori stalli dei prezzi dell’energia”.

Il rallentamento continuo e pesante dei prezzi del greggio, secondo UBS, rischia di scatenare una crisi dell’offerta globale entro il 2020. L’opinione della banca svizzera è che la mancanza di barili su scala mondiale potrebbe essere il risultato del crollo dei nuovi investimenti provocato dal periodo di allarme attuale.