Arabia Saudita minaccia di mettere fine ai petrodollari

5 Aprile 2019, di Livia Liberatore

L’Arabia Saudita sta minacciando gli Stati Uniti di vendere il suo petrolio in valute diverse dal dollaro se Washington emetterà un disegno di legge che espone i membri dell’Opec alle cause antitrust statunitensi. Lo hanno riferito a Reuters tre fonti che conoscono la politica energetica saudita.

Le fonti hanno detto che l’opzione è stata discussa internamente da alti funzionari dell’Arabia Saudita negli ultimi mesi. Due di loro hanno aggiunto che il piano è stato discusso con i membri dell’Opec e una fonte informata sulla politica petrolifera saudita ha detto che Riad ha anche comunicato la minaccia agli alti funzionari statunitensi dell’energia.

Le probabilità che il disegno di legge americano noto come NOPEC entri in vigore sono scarse ed è improbabile che l’Arabia Saudita concretizzi le minacce effettuate, ma il fatto che i sauditi stiano considerando un passo così drastico è un segnale del fastidio del regno per le potenziali sfide legali degli Stati Uniti all’Opec.

Fine petrodollari: serie conseguenze per gli Usa

Nell’improbabile eventualità che Riad dovesse abbandonare il dollaro, le conseguenze per gli Stati Uniti sarebbero serie: verrebbe minato il loro status di valuta di riserva principale del mondo, sarebbe ridotto il peso di Washington nel commercio globale e indebolita la sua capacità di applicare sanzioni agli Stati.

“I sauditi sanno di avere il dollaro come opzione nucleare“, ha detto una delle fonti a conoscenza della questione.

Non è la prima minaccia dell’Arabia Saudita agli Stati Uniti. Nel 2016, riportava un articolo del New York Times, l’Arabia Saudita ha minacciato l’amministrazione Obama e i membri del Congresso di vendere centinaia di miliardi di dollari di beni americani detenuti dal regno se il Congresso avesse approvato una legge che consentiva al governo saudita di essere ritenuto responsabile nei tribunali americani per qualsiasi ruolo negli attacchi dell’11 settembre 2001 .

Sei mesi fa, il Paese aveva considerato diverse opzioni per rispondere alle sanzioni statunitensi derivanti dal suo presunto omicidio e smembramento del giornalista dissidente Jamal Khashoggi.