Petrolio a rischio collasso: “$30 senza accordo Opec”

24 Marzo 2017, di Mariangela Tessa

“Senza un accordo dell’Opec per un taglio alla produzione, le quotazioni del petrolio rischiano di scendere fino a 30 dollari al barile”. La pensa così Gene Marcial, manager di Tradition Energy, che in un’intervista alla Cnbc ha detto: “I sauditi hanno bisogno di incrementare le entrate dalla vendita petrolio perché sanno bene che prezzi a $ 30 a $ 35 sono un problema per loro”.

Le dichiarazioni arrivano a pochi giorni dal meeting di questo fine settimana, quando in Kuwait si incontreranno l’Arabia Saudita, Kuwait, Algeria, Venezuela, oltre a Russia and Oman (questi ultimi, entrambi non membri Opec). L’obiettivo è raggiungere un accordo per un’estensione ai tagli alla produzione, che  dovrebbero aiutare a sostenere i prezzi della materia prima,, dopo il recente crollo del 10 per cento. Questa settimana il Brent è sceso sotto la soglia psicologica 50 dollari. Tra i partecipanti al meeting di questo fine settimana,

Oggi intanto il greggio si muove in rialzo, spinto dalla reazione dei trader alle notizie sulla riduzione delle esportazioni dell’Arabia Saudita verso gli Stati Uniti. Rispetto a febbraio, coerentemente con l’accordo dell’Opec sulla diminuzione dell’offerta, le forniture sarebbero scese di circa 300000 barili al giorno. I guadagni sono stati limitati dall’eccesso di offerta globale. Il Brent con scadenza a giugno raggiunge i 50,68$, registrando un rialzo di 0,02$ ossia dello 0,04%. Il Wti con scadenza a maggio si muove intorno a 47,80$, in rialzo dello 0,19%.

Tuttavia, nonostante lo sforzo dell’Opec per ridurre la produzione, le esportazioni dell’Arabia Saudita verso altri mercati rimangono elevate.