Per l’economia Usa il peggior mese dai tempi della recessione

15 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – L’economia maggiore al mondo ha appena registrato la peggiore performance mensile dai tempi della recessione.

Il risultato di marzo è stato infatti il più debole dalla crisi finanziaria che si è abbattuta sugli Stati Uniti ormai quasi otto anni fa.

Livellato all’inflazione, il Pil è sceso dell’1%, il calo più marcato da dicembre 2008, quando l’economia statunitense era stretta nelle tenaglie della recessione. Lo sottolinea la società privata di ricerche Macroeconomic Advisers.

Il Pil mensile è salito dello 0,3% in febbraio e dello 0,1% in gennaio dopo il calo dello 0,4% di dicembre.

La volatilità è estrema e il motivo per cui non c’è troppo da preoccuparsi, secondo gli studiosi, è che la contrazione ha rispecchiato il calo delle esportazioni nette dovuto a una risoluzione presa su una disputa con i lavoratori dei porti della costa occidentale.

La debolezza sottostante dell’economia non deve essere sopravvalutata. Sicuramente le attività si sono indebolite e i consumi hanno deluso ultimamente – in aprile le vendite al dettaglio sono state le più modeste degli ultimi sei anni – ma le cifre deludenti pubblicate da Macroeconomic Advisers “non sono probabilmente legate al reale andamento della produzione”.

Le stime preliminarei del Dipartimento del Commercio Usa parlando di un Pil cresciuto dello 0,2% su base annuale. Ma le previsioni aggiornate del 29 maggio dovrebbero mostrare in realtà una contrazione dell’economia.

L’ultima recessione è iniziata nel dicembre del 2007 ed si è conslusa nel giugno del 2009.

(DaC)